Wilma Rudolph
Scritto da Opentime Lunedì 02 Maggio 2011 16:57
Community - Persone ed Imprese
Questa volta raccontiamo l'incredibile storia di una ragazzina sfortunata e di una madre cocciuta che non voleva accettare la realtà, una storia che ha visto una ragazzina malata di poliomielite diventare una delle più celebrate campionesse dell'atletica leggera: la "gazzella nera" che incantò Roma e il mondo ai giochi olimpici del 1960.
"Wilma pesava solo due chili quando nacque, ventesima di ventidue figli, in un’umile famiglia di colore del Tennessee: era il 23 giugno 1940.
Riuscì a sopravvivere alla nascita prematura, ma questo non le evitò di sviluppare una salute estremamente cagionevole che le causò, nei primi anni di vita, una lunghissima serie di malattie, culminanti nella deformazione e nell’indebolimento del piede destro a causa di una poliomielite. Wilma ricorderà alcuni anni dopo: «Il medico aveva detto che non sarei più riuscita a camminare. Mia madre disse che avrei potuto farlo e io credetti a lei!».
Dopo anni di esercizi di riabilitazione e di costanti incoraggiamenti da parte di sua madre, dei fratelli e delle sorelle, all’età di dodici anni Wilma era finalmente in grado di camminare senza bisogno di stampelle, sostegni o scarpette correttive, sviluppando un’andatura ritmica che, a detta dei medici, poteva già essere considerata un miracolo.
Ma Wilma non si fermò e decise di diventare un’atleta, iniziando a giocare a basket (n.d.r.) e poi a praticare atletica leggera e specializzandosi poco per volta nelle gare su pista. Alla prima a cui si iscrisse tagliò il traguardo per ultima e per mesi continuò ad arrivare ultima. Tutti le dicevano di smettere, ma lei non si arrese finché finalmente vinse una gara. E poi un’altra. E un’altra ancora.
All’età di sedici anni faceva parte della staffetta olimpica americana che vinse la medaglia di bronzo nella 4x100.
Fu nel settembre del 1960 alle Olimpiadi di Roma che Wilma Rudolph entrò nella storia diventando la prima donna americana ad aggiudicarsi tre ori olimpici nei cento e duecento
metri e nella staffetta 4x100.
Alla fine, la ragazza alla quale era stato detto che non avrebbe mai più potuto camminare, diventò una delle atlete più famose di tutti i tempi.

«Mia madre mi insegnò molto presto a credere di poter ottenere qualunque risultato desiderassi. Il primo fu camminare senza sostegni. »
Wilma Rudolph."
tratto dal libro "Leader di te stesso" di Roberto Re
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Commenti dal Forum
by puntog
venerdì, 01 luglio 2011 23:41
mi sono imbattuto in questa foto...non so chi sia la fanciulla, ma merita un post in questo 3d per la voglia di vivere 



by balrock
giovedì, 30 giugno 2011 13:11
Video: UN DOCUMENTARIO SU VITTORIO ARRIGONI FILMATO POCO PRIMA DELLA SUA MORTE

Un grazie a tutti gli attivisti della Freedom Flotilla e un ricordo della volontà di Vittorio di testimoniare e sperare in una qualche giustizia, anche a rischio della propria vita.
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=jRVUhVKqmDU[/youtube]

Un grazie a tutti gli attivisti della Freedom Flotilla e un ricordo della volontà di Vittorio di testimoniare e sperare in una qualche giustizia, anche a rischio della propria vita.
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=jRVUhVKqmDU[/youtube]
by puntog
domenica, 19 giugno 2011 23:16
Ray Tomlinson, il papà della mail e del simbolino @

Sconosciuto ai più probabilmente, ma secondo me merita un post
Tomlinson: "Con l'email ho fatto
la storia senza fare un dollaro"
P. NEG.
La prima email, spedita e arrivata giusto 40 anni fa, partì da un calcolatore grande come un armadio e giunse al calcolatore a fianco. Fece insomma pochi centimetri, ma per farli attraversò gli Stati Uniti, se non il mondo. La novità vera era proprio questa: le due macchine erano collegate attraverso Arpanet, la rete di computer del Dipartimento della Difesa americano che pochi anni dopo diventerà Internet.
È il 1971, e Ray Tomlinson ha un’intuizione che oggi definisce «quasi banale»: gli utenti dei giganteschi computer dell’epoca potevano scriversi messaggi, ma non spedirli. Semplicemente, li lasciavano nella memoria della macchina. Lui utilizzò Arpanet per trasmetterli di computer in computer e ebbe l’idea di usare il segno @ per dividere il nome del destinatario da quello della macchina che avrebbe ospitato il messaggio. Una piccola trovata dalle enormi conseguenze: oggi tutti gli indirizzi email presenti nel mondo sono identificabili con pochi semplici caratteri.
Gliel’hanno chiesto mille volte, ma Tomlinson non ricorda che cosa scrisse in quel primo messaggio: «Qualcosa come QWERTYUIOP, tutto maiuscolo», disse una volta. Poi raccontò che il collega che lavorava al suo fianco gli consigliò di non parlare a nessuno della sua idea, perché inventare l’email non era ciò per cui era stato assunto. Tomlinson non seguì il consiglio, il suo capo apprezzò di cuore e già a fine 1971 - naturalmente via email - fece sapere a tutti i computer collegati ad Arpanet che una nuova forma di comunicazione era diventata disponibile.
Tomlinson non guadagnò un dollaro dall’email: «Il fatto che ancora si parli di me e delle origini dell’email è la mia unica ricompensa».
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_blog=30&ID_articolo=9172&ID_sezione=38&sezione=

Sconosciuto ai più probabilmente, ma secondo me merita un post
Tomlinson: "Con l'email ho fatto
la storia senza fare un dollaro"
P. NEG.
La prima email, spedita e arrivata giusto 40 anni fa, partì da un calcolatore grande come un armadio e giunse al calcolatore a fianco. Fece insomma pochi centimetri, ma per farli attraversò gli Stati Uniti, se non il mondo. La novità vera era proprio questa: le due macchine erano collegate attraverso Arpanet, la rete di computer del Dipartimento della Difesa americano che pochi anni dopo diventerà Internet.
È il 1971, e Ray Tomlinson ha un’intuizione che oggi definisce «quasi banale»: gli utenti dei giganteschi computer dell’epoca potevano scriversi messaggi, ma non spedirli. Semplicemente, li lasciavano nella memoria della macchina. Lui utilizzò Arpanet per trasmetterli di computer in computer e ebbe l’idea di usare il segno @ per dividere il nome del destinatario da quello della macchina che avrebbe ospitato il messaggio. Una piccola trovata dalle enormi conseguenze: oggi tutti gli indirizzi email presenti nel mondo sono identificabili con pochi semplici caratteri.
Gliel’hanno chiesto mille volte, ma Tomlinson non ricorda che cosa scrisse in quel primo messaggio: «Qualcosa come QWERTYUIOP, tutto maiuscolo», disse una volta. Poi raccontò che il collega che lavorava al suo fianco gli consigliò di non parlare a nessuno della sua idea, perché inventare l’email non era ciò per cui era stato assunto. Tomlinson non seguì il consiglio, il suo capo apprezzò di cuore e già a fine 1971 - naturalmente via email - fece sapere a tutti i computer collegati ad Arpanet che una nuova forma di comunicazione era diventata disponibile.
Tomlinson non guadagnò un dollaro dall’email: «Il fatto che ancora si parli di me e delle origini dell’email è la mia unica ricompensa».
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_blog=30&ID_articolo=9172&ID_sezione=38&sezione=
by Opentime
domenica, 19 giugno 2011 22:53
Gabrielle Giffords
Ricordate la parlamentare dell'Arizona che durante la campagna elettorale ha subito un attentato, in cui persero la vita 6 persone (tra cui una bimba di 9 anni) e altre 13 furono ferite, e a lei una pallottola le aveva attraversato la testa da parte a parte?
E' stata dimesse dall'ospedale...
Fonte: http://www.ilgiornale.it/esteri/dimessa_dallospedale_vince_giffords/17-06-2011/articolo-id=529747-page=0-comments=1
Ricordate la parlamentare dell'Arizona che durante la campagna elettorale ha subito un attentato, in cui persero la vita 6 persone (tra cui una bimba di 9 anni) e altre 13 furono ferite, e a lei una pallottola le aveva attraversato la testa da parte a parte?
E' stata dimesse dall'ospedale...
Fonte: http://www.ilgiornale.it/esteri/dimessa_dallospedale_vince_giffords/17-06-2011/articolo-id=529747-page=0-comments=1
by fedri
martedì, 03 maggio 2011 10:19
Fantastico!
Della serie: credere in se stessi ed esercitare una grande forza di volontà.
Della serie: credere in se stessi ed esercitare una grande forza di volontà.
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