Sanpietrini che volano
Scritto da Hellblazer Sabato 15 Ottobre 2011 02:54
Community - Pensieri e Riflessioni

Questa volta vorrei provare un approccio diverso.
Disclaimer: non scrivo per convincere. Non scrivo per raccogliere plausi o insulti. Scrivo per me. Per scaricare il cervello.
Ne ho il cervello pieno.
Ma possibile che non se ne esca? Possibile che la mia generazione non abbia altro che subire vecchi prepotenti, cassa integrazione, mobilità, tagli e tasse selvagge, stronzi banchieri da salvare che fanno i maestrini, ignoranza diffusa, rassegnazione, miti di fuga?
Ma è mai possibile che esista un generazione così inutile?
Mi domando quanto abbiamo lottato.
Ho 40 anni. Ne ho combinate che va bene. Però [censurato] eva ci ho provato. Ho ribaltato scrivanie davanti a gente che mi urlava di essere più saggia e potente di me solo per l’età che aveva. Effettivamente mi è rimasto poco. Ho pagato di mio. Ma forse non è vero. Mi è rimasto il rispetto di gente che con me non si sogna di fare certe cose.
Ma è poco. E’ troppo poco.
Dobbiamo unirci. Noi della vita di mezzo. E non solo per mandarci mail della minkia in cui ci ricordiamo che ci spellavamo le ginocchia senza che nessuno ci portasse al pronto soccorso.
Dobbiamo unire gli sforzi per rovesciare la pletora di vecchi stanchi e gretti che ci tengono sotto il giogo.
Ci dovrebbe essere come una sorta di solidarietà generazionale.
Il triste pagliaccio dal culo flaccido ed i capelli di plastica che ancora imperversa sparando [censurato] da mane a sera mentre si fa beatamente i cazzi suoi senza che nessuno provi il minimo impulso virile di fermarlo come si ferma un qualunque predatore molesto, è veramente il simbolo di tutti i nostri mali. Ma perché è quel che è, non per quel che fa.
Ma i suoi oppositori appartengono più alla sua generazione che alla mia. Ed allora, tutti i giorni che dio manda in terra, mi chiedo: quanto ancora devo sopportare? Quanto ancora posso sopportare.
La misura è decisamente colma. Adesso è veramente ora di cambiare e rinnovare o andarsene e lasciare questo misero paese al proprio destino. Non voglio morire vecchio senza averci almeno provato .
Ne ho veramente il cervello pieno. E la mia personale Resistenza la porto avanti tutti i giorni quando cerco di ribellarmi alle logiche vecchie e ridicole di questo sistema-paesucolo.
E spero che volino sanpietrini, altro che no. Non sono un falsone.
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Commenti dal Forum
by Hellblazer
domenica, 23 ottobre 2011 10:22
Per chi fosse interessato a seguire la manifestazione in Val di Susa:
http://www.lastampa.it/_web/multimedia/ ... _notav.asp
Mi pare pieno di bleccheblocche travestiti da gente dal volto scoperto e l'accento marcato (frutto dell'addestramento ovviamente)... alcuni addirittura da bambini...
http://www.lastampa.it/_web/multimedia/ ... _notav.asp
Mi pare pieno di bleccheblocche travestiti da gente dal volto scoperto e l'accento marcato (frutto dell'addestramento ovviamente)... alcuni addirittura da bambini...
by genny
venerdì, 21 ottobre 2011 21:21
"Hellblazer" wrote:
Link per chi non legge il Fatto Quotidiano ed avesse interesse per l'argomento:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10 ... ne/165417/
Non mi sembra un gran bello scenario...
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10 ... ne/165417/
Non mi sembra un gran bello scenario...
estrapolo soltanto una parte del sunto dell'intervista:
Qual è il vostro obiettivo?
La rivoluzione, la distruzione e il superamento dello stato di cose presenti. Il terrorismo, la logica dei gruppetti armati contro lo Stato è una logica perdente, noiosa e non ci appartiene minimamente. Pensiamo che la situazione attuale è insostenibile e che ci voglia una forza che sappia spazzare via il passato, la politica classica, la finta illusione di libertà, il capitalismo mercantile e forse la democrazia stessa. Questo sì. Ma non sarà né il terrorismo, né la lotta armata né la clandestinità il nostro orizzonte. Non cadremo in questa trappola. Una delle evidenze della nostra epoca è che i canali di mediazione tra governo e popolazione governata sono chiusi. Finisco con una citazione di un libro: ‘Non c’è più da aspettare un miglioramento, la rivoluzione, l’apocalisse, nucleare o un movimento sociale. Aspettare ancora è una follia. La catastrofe non è qualcosa di imminente, ma è il presente. Già adesso ci situiamo all’interno del crollo di una civiltà. E’ qui che bisogna prendere partito. Smettere di aspettare significa entrare in qualche modo nella logica insurrezionale. Significa tornare a percepire nella voce dei nostri governanti, quel leggero tremolio di terrore che mai li abbandona. E governare non è mai stato altro che rinviare attraverso mille stratagemmi il momento in cui la folla vi impiccherà. Ogni atto di governo non è che un modo per non perdere il controllo della popolazione’”.
potremmo chiamarla una "presa della Bastiglia" nostrana..........o "le 5 giornate di Milano" o......chi più ne ha più ne metta......

buon sabato sera a tutti, presenti e assenti, scriventi e non.

by Hellblazer
venerdì, 21 ottobre 2011 20:38
Link per chi non legge il Fatto Quotidiano ed avesse interesse per l'argomento:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10 ... ne/165417/
Non mi sembra un gran bello scenario...
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10 ... ne/165417/
Non mi sembra un gran bello scenario...
by Hellblazer
venerdì, 21 ottobre 2011 17:53
io dico che ci sono due grandi gruppi... per età intendo...
il mio, tra i 35 e i 45, che si rende conto di aver tenuto duro per niente, perchè conoscerà solo peggioramenti... e francamente in questo momento si sente assai disorientato, incazzato, sfiduciato...
l'altro, quello dei giovani senza prospettive che non siano la precarietà permanente... e lì penso che ci sia, come giusto, più energia... ma anche un bacino maggiore per la degenerazione pilotata da gente coi capelli grigi probabilmente...
in fin dei conti mi pare un processo naturalmente "violento" perchè compresso da troppo tempo, e volto ad ovviare all'innaturale stasi che ha bloccato il Paese, impedendone il rinnovo generazionale a tutti livelli dove si decide qualcosa... nella piccola azienda come negli apparati statali...
per questo non ci sono che poche possibilità di dialogo vero con chi ha il potere... chi dovrebbe ascoltare è troppo vecchio a livello di testa per dare retta ai più giovani...
Sono tanti anni che ci ripetono che l'Europa è vecchia... per forza... i giovani li hanno messi in cantina...
il mio, tra i 35 e i 45, che si rende conto di aver tenuto duro per niente, perchè conoscerà solo peggioramenti... e francamente in questo momento si sente assai disorientato, incazzato, sfiduciato...
l'altro, quello dei giovani senza prospettive che non siano la precarietà permanente... e lì penso che ci sia, come giusto, più energia... ma anche un bacino maggiore per la degenerazione pilotata da gente coi capelli grigi probabilmente...
in fin dei conti mi pare un processo naturalmente "violento" perchè compresso da troppo tempo, e volto ad ovviare all'innaturale stasi che ha bloccato il Paese, impedendone il rinnovo generazionale a tutti livelli dove si decide qualcosa... nella piccola azienda come negli apparati statali...
per questo non ci sono che poche possibilità di dialogo vero con chi ha il potere... chi dovrebbe ascoltare è troppo vecchio a livello di testa per dare retta ai più giovani...
Sono tanti anni che ci ripetono che l'Europa è vecchia... per forza... i giovani li hanno messi in cantina...
by puntog
venerdì, 21 ottobre 2011 16:04
C'è un momento della giornata in cui l'ombra del black bloc si affaccia dentro di noi
di Cristiana Alicata
Commenta
Ho deciso che questo post andava fatto in silenzio. In ascolto. In modo empirico. Emotivo e attento. In questi giorni ho registrato alcuni cambiamenti radicali: l'isolamento della violenza da parte dei manifestanti pacifici, ma anche la richiesta sempre più fragorosa di un radicale cambiamento.
Sui Black Bloc non ho risposte. Non so se si tratta di servizi deviati. Di centri sociali che fanno sul serio. Di spazzini e panettieri incazzati. Di sicuro c'è che la violenza ha avuto due espressioni: una organizzata ed allenata ed addestrata e l'altra che si scatena sul posto, emulativa. Il ragazzo con l'estintore detto "er pelliccia" è evidentemente uno del secondo tipo. Romano, precedenti per spaccio, ma soprattutto l'incoscienza del volto scoperto.
La cosa sulla quale però è necessario riflettere è l'effetto che le immagini della violenza hanno sul Paese, soprattutto tra i giovani tra i 18 e i 35 anni.
Vi riporto le frasi, le parole che ho raccolto in questi giorni di silenzio e di ascolto.
"Questa rabbia è figlia del fatto che i partiti sono sistemi desueti. Usiamo internet. Non se ne può più delle stesse facce (e citavano esponenti di centro sinistra, ndr). No io voto scheda bianca. Dobbiamo fare come in Egitto."
Ho discusso a lungo con questi ragazzi. Erano 4 più che trentenni economicamente ben autosufficienti. Sabato erano alla manifestazione. Non hanno partecipato agli scontri. Sono convinti che i black bloc favoriscano il sistema, ma in ogni caso vorrebbero occupare il Parlamento e far cadere il governo.
Così (http://riccardo.cefala.net/2011/10/io-amo-i-black-bloc/) un blogger italiano che vive all'estero ed ha partecipato alla manifestazione di Amsterdam e che titola il suo post "IO amo i Black Bloc":
"Come si fa a pretendere che nasca un movimento pacifico e costruttivo dal basso quando un intero paese è in stasi da decenni? Dove sono i nostri giornalisti che ci mostrano che Brasile, Cina, India e Russia hanno già vinto la partita e dobbiamo puntare sull'unica cosa che loro ancora non hanno, ma che stanno accumulando rapidamente investendo in ricerca: il know how? Dove sono i genitori illuminati dal '68 e dal peace and love? Dove sono i cattolici che vogliono bene al loro prossimo? Dov'è il nostro rappresentate in parlamento? Uno che sia in grado di dire senza paura di perdere i voti di quegli stessi cattolici: "Io amo i black bloc! Li perdono per aver sfasciato una madonna! Ed inoltre, ho visto su Wikipedia che sono anni che sbagliamo a chiamarli black bloc. Sapete cos'è Wikipedia, no?". Insomma, uno stronzo che dica una cosa ed una soltanto: la verità. Che l'unico modo per togliere i black bloc dalle manifestazioni è risolvere the REAL PROBLEM offrendo un'alternativa al nulla degli ultimi anni. Che in un certo senso la madonna l'hanno rotta 15 anni di opportunismi ed inettitudine, l'hanno rotta Bersani, Vendola, Di Pietro, Fini, Grillo, Bindi, Renzi, La Repubblica, la Gazzetta dello Sport, Minzolini, i nostri genitori che sanno l'inglese peggio del ministro La Russa, Mediaset, la Rai ed il disastro antropologico di cui parlano i Preti."
Così un mio amico che mi scrive e mi chiede di fare qualcosa (organizzare presidi permanenti):
"Quelli di sabato, purtroppo, non erano solo un gruppetto di black bloc sparsi che volevano sfasciare tutto. Non c'erano un bianco (non violenti) e un nero (violenti) e basta. In mezzo ci sono tante, troppe sfumature di grigio che si stanno scurendo. Poi dentro ci saranno pure fascisti, ultrà, infiltrati eccetera, ma sono una parte piccola. Dentro ci sono i ragazzetti che sono venuti alla manifestazione con il casco, perché non si sa mai. Dentro possono finirci molti che in questi giorni le violenze le hanno criticate solo perché dirette verso un obiettivo inutile. Perché si doveva entrare in un palazzo del potere e non farne uscire nessuno vivo (commento testuale da fb, fatto da una persona intelligente). L'obiettivo (più o meno consapevole) di queste persone è rivoltare il sistema, fare tabula rasa e ricominciare da capo, perché la situazione non è più aggiustabile.
Si sentono la primavera araba, vogliono diventare come la Tunisia."
Mi fermo. Ho pensato che non mi importa riportare commenti e frasi raccolti su siti di centri sociali più o meno inneggianti alla lotta. Quello in fondo dagli anni settanta è una roba che ci tocca in dote, come un marchio: a destra come a sinistra. Ma poi succede. Ne leggo uno al quale non riesco a dare torto immediato e per farlo devo fare leva su tutta la mia razionalità
"Profumo e Unicredit evadono 245 milioni di euro .... ma in prima pagina c'è "Er pelliccia" (Cit. da Indymedia http://italy.indymedia.org/node/1589)
Il fatto è che il livello di rabbia è altissimo. E' evidente. Si tocca. La rabbia (sempre che sia genuina e non abbia altra radice) di 500, 1000 black bloc è la manifestazione sterile e vigliacca di un sentimento diffuso, strisciante,vero e profondo.
E' vero e non si può negare. Contro una situazione immobile. Bloccata. Chiusa. Un'intera generazione che si trova spalle al muro e che non va più a votare. Non crede nel sistema democratico perché da quando vota non ha visto una sola faccia cambiare, nessuno chiedere scusa, nessuno tornare ad un qualche mestiere. Intorno al parlamento sei accolto dal faccione di Scilipoti che si richiama a Dio, Patria e Famiglia e dalle Audi di Stato, costosissime.
C'è un momento della giornata e di ogni giorno del mese, quello della bolletta da pagare, del datore di lavoro aguzzino, dell' ingiustizia mai punita, delle leggi fatte ad personam in cui ognuno di noi spaccherebbe qualcosa. Magari anche le porte di casa propria. C'è un momento della giornata in cui l'ombra del black bloc si affaccia dentro di noi. Per tirarla via, lo ripeterò fino alla nausea, è necessario impadronirsi degli strumenti della democrazia, cioè dei partiti. Pare una roba noiosa, ma è l'unica strada che può portarci a decidere la politica economica di un Paese.
Se riusciamo a trasportare quella rabbia dentro la democrazia partecipata, possiamo farcela.
20 ottobre 2011
http://notizie.tiscali.it/opinioni/Alicata/2031/articoli/C-un-momento-della-giornata-in-cui-l-ombra-del-black-bloc-si-affaccia-dentro-di-noi.html
di Cristiana Alicata
Commenta
Ho deciso che questo post andava fatto in silenzio. In ascolto. In modo empirico. Emotivo e attento. In questi giorni ho registrato alcuni cambiamenti radicali: l'isolamento della violenza da parte dei manifestanti pacifici, ma anche la richiesta sempre più fragorosa di un radicale cambiamento.
Sui Black Bloc non ho risposte. Non so se si tratta di servizi deviati. Di centri sociali che fanno sul serio. Di spazzini e panettieri incazzati. Di sicuro c'è che la violenza ha avuto due espressioni: una organizzata ed allenata ed addestrata e l'altra che si scatena sul posto, emulativa. Il ragazzo con l'estintore detto "er pelliccia" è evidentemente uno del secondo tipo. Romano, precedenti per spaccio, ma soprattutto l'incoscienza del volto scoperto.
La cosa sulla quale però è necessario riflettere è l'effetto che le immagini della violenza hanno sul Paese, soprattutto tra i giovani tra i 18 e i 35 anni.
Vi riporto le frasi, le parole che ho raccolto in questi giorni di silenzio e di ascolto.
"Questa rabbia è figlia del fatto che i partiti sono sistemi desueti. Usiamo internet. Non se ne può più delle stesse facce (e citavano esponenti di centro sinistra, ndr). No io voto scheda bianca. Dobbiamo fare come in Egitto."
Ho discusso a lungo con questi ragazzi. Erano 4 più che trentenni economicamente ben autosufficienti. Sabato erano alla manifestazione. Non hanno partecipato agli scontri. Sono convinti che i black bloc favoriscano il sistema, ma in ogni caso vorrebbero occupare il Parlamento e far cadere il governo.
Così (http://riccardo.cefala.net/2011/10/io-amo-i-black-bloc/) un blogger italiano che vive all'estero ed ha partecipato alla manifestazione di Amsterdam e che titola il suo post "IO amo i Black Bloc":
"Come si fa a pretendere che nasca un movimento pacifico e costruttivo dal basso quando un intero paese è in stasi da decenni? Dove sono i nostri giornalisti che ci mostrano che Brasile, Cina, India e Russia hanno già vinto la partita e dobbiamo puntare sull'unica cosa che loro ancora non hanno, ma che stanno accumulando rapidamente investendo in ricerca: il know how? Dove sono i genitori illuminati dal '68 e dal peace and love? Dove sono i cattolici che vogliono bene al loro prossimo? Dov'è il nostro rappresentate in parlamento? Uno che sia in grado di dire senza paura di perdere i voti di quegli stessi cattolici: "Io amo i black bloc! Li perdono per aver sfasciato una madonna! Ed inoltre, ho visto su Wikipedia che sono anni che sbagliamo a chiamarli black bloc. Sapete cos'è Wikipedia, no?". Insomma, uno stronzo che dica una cosa ed una soltanto: la verità. Che l'unico modo per togliere i black bloc dalle manifestazioni è risolvere the REAL PROBLEM offrendo un'alternativa al nulla degli ultimi anni. Che in un certo senso la madonna l'hanno rotta 15 anni di opportunismi ed inettitudine, l'hanno rotta Bersani, Vendola, Di Pietro, Fini, Grillo, Bindi, Renzi, La Repubblica, la Gazzetta dello Sport, Minzolini, i nostri genitori che sanno l'inglese peggio del ministro La Russa, Mediaset, la Rai ed il disastro antropologico di cui parlano i Preti."
Così un mio amico che mi scrive e mi chiede di fare qualcosa (organizzare presidi permanenti):
"Quelli di sabato, purtroppo, non erano solo un gruppetto di black bloc sparsi che volevano sfasciare tutto. Non c'erano un bianco (non violenti) e un nero (violenti) e basta. In mezzo ci sono tante, troppe sfumature di grigio che si stanno scurendo. Poi dentro ci saranno pure fascisti, ultrà, infiltrati eccetera, ma sono una parte piccola. Dentro ci sono i ragazzetti che sono venuti alla manifestazione con il casco, perché non si sa mai. Dentro possono finirci molti che in questi giorni le violenze le hanno criticate solo perché dirette verso un obiettivo inutile. Perché si doveva entrare in un palazzo del potere e non farne uscire nessuno vivo (commento testuale da fb, fatto da una persona intelligente). L'obiettivo (più o meno consapevole) di queste persone è rivoltare il sistema, fare tabula rasa e ricominciare da capo, perché la situazione non è più aggiustabile.
Si sentono la primavera araba, vogliono diventare come la Tunisia."
Mi fermo. Ho pensato che non mi importa riportare commenti e frasi raccolti su siti di centri sociali più o meno inneggianti alla lotta. Quello in fondo dagli anni settanta è una roba che ci tocca in dote, come un marchio: a destra come a sinistra. Ma poi succede. Ne leggo uno al quale non riesco a dare torto immediato e per farlo devo fare leva su tutta la mia razionalità
"Profumo e Unicredit evadono 245 milioni di euro .... ma in prima pagina c'è "Er pelliccia" (Cit. da Indymedia http://italy.indymedia.org/node/1589)
Il fatto è che il livello di rabbia è altissimo. E' evidente. Si tocca. La rabbia (sempre che sia genuina e non abbia altra radice) di 500, 1000 black bloc è la manifestazione sterile e vigliacca di un sentimento diffuso, strisciante,vero e profondo.
E' vero e non si può negare. Contro una situazione immobile. Bloccata. Chiusa. Un'intera generazione che si trova spalle al muro e che non va più a votare. Non crede nel sistema democratico perché da quando vota non ha visto una sola faccia cambiare, nessuno chiedere scusa, nessuno tornare ad un qualche mestiere. Intorno al parlamento sei accolto dal faccione di Scilipoti che si richiama a Dio, Patria e Famiglia e dalle Audi di Stato, costosissime.
C'è un momento della giornata e di ogni giorno del mese, quello della bolletta da pagare, del datore di lavoro aguzzino, dell' ingiustizia mai punita, delle leggi fatte ad personam in cui ognuno di noi spaccherebbe qualcosa. Magari anche le porte di casa propria. C'è un momento della giornata in cui l'ombra del black bloc si affaccia dentro di noi. Per tirarla via, lo ripeterò fino alla nausea, è necessario impadronirsi degli strumenti della democrazia, cioè dei partiti. Pare una roba noiosa, ma è l'unica strada che può portarci a decidere la politica economica di un Paese.
Se riusciamo a trasportare quella rabbia dentro la democrazia partecipata, possiamo farcela.
20 ottobre 2011
http://notizie.tiscali.it/opinioni/Alicata/2031/articoli/C-un-momento-della-giornata-in-cui-l-ombra-del-black-bloc-si-affaccia-dentro-di-noi.html
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