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Occhio a... Edison!

Notizie & Mercati - Azionario Italia - FTSE Mib

Occhio a... Edison!
News di oggi:
Secondo quanto scritto su Il Sole 24 Ore Edf e A2A sarebbero vicino a un accordo per il controllo della società energetica italiana. Il colosso elettrico francese potrebbe arrivare a detenere direttamente fino al 50_ del capitale di Edison, dopo la scissione parziale della holding Transalpina dell'Energia.

Occhio a... Edison!Occhio a... Edison!

Staremo a vedere..
...
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Commenti dal Forum
venerdì, 24 febbraio 2012 09:23
A qualcuno potrebbe interessare!!

Websim - 24/02/2012 09:13:24
Secondo MF, il verdetto di Consob sull'Opa obbligatoria di EdF su Edison (EDN.MI) dovrebbe arrivare oggi e gli ultimi rumors vedrebbero la Consob orientata a richiedere un prezzo di 90 centesimi o poco più.
Oggi, già volumi molto alti!
lunedì, 31 ottobre 2011 16:49
Firmato l'accordo, Edison diventa francese
Edf cede agli italiani le centrali idroelettriche

Si è tornati all'intesa di marzo che era stata bloccata dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti. A2a e Iren avranno gli asset di Edipower. Verso la proroga tecnica dei patti di sindacato

MILANO - Per il passaggio di Edison ai francesi di Edf c'è l'accordo industriale e pure quello finanziario. Ora, vanno definiti gli accordi di governance e messe nero su bianco garanzie per i soci italiani, almeno fino a quando decideranno di restare nel capitale della seconda utility italiana.

All'indomani dell'accordo raggiunto a Parigi tra i manager di A2a e Iren, Renato Ravanelli e Andrea Viero, con il direttore finanziario di Edf Thomas Piquemal, è possibile ricostruire più nel dettaglio il quadro con cui francesi e italiani sono arrivati al divorzio dopo sei anni di matrimonio fin troppo forzato.

La parte industriale ruota attorno allo spezzatino di Edipower: Edf cede a una joint venture che sarà formata da A2a e Iren il controllo di due grandi impianti idroelettrici (Valtellina e Udine) in cambio del 30% delle quote dell'ex genco dell'Enel, mentre la svizzera Alpiq (20%) sarà liquidata in contanti. Le centrali a gas finiranno nel patrimonio di Edison, mentre le utility italiane potranno mantenere il nome Edipower per la loro joint venture.

Più complessa la parte finanziaria. Il 30% di azioni Edison in mano ai soci italiani è stato diviso in due tranche. Su un quarto delle azioni, Edf ha concesso una opzione a tre anni per riacquistare i titoli a un prezzo che sarà valutato in base a dei multipli dell'ebitda, cioè dell'indicatore di redditività della stessa Edison e di altri operatori del settore. Sul restante 75%, che potrà comunque essere venduto a prezzi di mercato dai soci italiani in qualsiasi momento, i francesi hanno concesso un'opzione put che varrà solo se il titolo Edison, tra tre anni, sarà illiquido o il titolo non più quotato. Ma, fra un anno, una parte di questo 75% (ancora da definire) potrebbe già essere liquidato con parte degli asset eolici di Edens. A valutare la congruità dei valori degli asset che verranno scambiati, Edison ha incaricato la banca d'affari Lazard.

Cosa rimane da definire? La governance e le garanzie per i soci italiani a difesa del loro investimento, almeno fino a quando decideranno di non vendere i titoli. Nel primo caso, è ormai certo che gli italiani continueranno a esprimere il presidente, oltre a sedere in consiglio di amministrazione. Nelle prossime ore si dovrà definire, invece, una questione assai più delicata: su quali operazioni strategiche (aumenti di capitale, per esempio) e su quali investimenti potranno esercitare un diritto di veto.

Il via libera all'accordo di massima arriverà a brevissimo. Lunedì prossimo si terrà il consiglio di gestione di A2a sul riassetto Edison, mentre mercoledì sarà invece la volta del consiglio di sorveglianza. E nei primi giorni della prossima settimana è previsto anche il cda di Edf.
In Borsa, il titolo Edison ieri ha perso il 3,8%, ma Edf ha fatto anche peggio cedendo il 5,5%. A deprimere i titoli della società italiana sono stati i conti in rosso del terzo trimestre: a fronte di ricavi per 8,59 miliardi (+13,1%), i margini sono in calo (-22,9% a 717 milioni) e il risultato netto è negativo per 93 milioni, includendo "svalutazioni per circa 70 milioni e l'effetto di incremento della Robin Hood Tax che incide per 23 milioni".

Edf è crollata per le indiscrezioni della stampa francese riguardo a un accordo pre-elettorale tra socialisti ed ecologisti per la chiusura di alcune centrali nucleari. Edf, per tutelarsi, ha chiesto all'autorità per il controllo del mercato finanziario l'apertura di una inchiesta su un eventuale "manipolazione del mercato".
(28 ottobre 2011)

Fonte:Repubblica
giovedì, 22 settembre 2011 19:38
giovedì, 22 settembre 2011 - 19:37

di Giancarlo Navach

Da oggi i soci italiani di Edison (Amburgo: EDX.HM - notizie) hanno due ipotesi sul tappeto per tentare di convincere i francesi di Edf (Parigi: FR0010242511 - notizie) a definire i termini del riassetto di Foro Buonaparte

E' quanto emerso dalla doppia riunione dei consigli di gestione e di sorveglianza di A2A (Francoforte: 915445 - notizie) , oggi, ai quali è seguito il Cda (Sao Paolo: YPFL3.SA - notizie) di Delmi, la holding che raggruppa i soci italiani nel secondo produttore di energia elettrica del Paese che hanno esaminato senza deliberare le due ipotesi.

Da un lato rimane l'ipotesi, bloccata a marzo scorso dal ministro dell'Economia italiano, che vede i francesi in maggioranza assoluta in Edison e gli italiani raggruppati in Delmi in minoranza. Le nove centrali di Edipower (50% Edison, 20% A2A, 10% Iren e 20% Alpiq) verrebbero spacchetate fra tutti gli azionisti.

Dall'altro entra ufficialmente nella partita - e questa è la novità di oggi - il cosidetto "lodo Zuccoli". Ovvero l'ipotesi che sia A2A a rilevare interamente la quota del 50% detenuta da Edison in Edipower, che porterebbe in dote almeno quattro centrali alla superutility lombarda. Da capire cosa succederebbe in questo caso a Edison: se Delmi resterebbe o meno in minoranza nel capitale. L'ipotesi di marzo preve comunque una via di uscita certo dei soci nei confronti di Edf a tre anni.

L'operazione, nelle intenzioni del suo promotore, il presidente del consiglio di gestione Giuliano Zuccoli, sarebbe finanziata da A2A, senza chiedere "aiuto" ad Acea (Milano: ACE.MI - notizie) o a una fantomatica cordata italiana.

"Le proposte sono ben chiare, due scenari: da un lato quello di marzo, dall'altro quello di Edipower tutta rilevata da A2A. La seconda soluzione è evidente che costa di più e l'abbiamo ipotizzata con risorse proprie, anche se poi bisogna trovarle", ha detto, al termine dei consigli, il vicepresidente del CdS (SNP: ^CDSY - notizie) , Rosario Bifulco. Il manager, insieme al presidente del CdS Graziano Tarantini, sta seguendo da vicino la partita per conto degli azionisti di A2A.

Per il 27 di settembre è stata fissata una nuova riunione del CdG, mentre il giorno dopo sarà la volta del CdS che dovrà deliberare quale delle due opzioni portare avanti nella trattativa con i francesi.

Nel frattempo fra lunedì e martedì si dovrebbe svolgere il nuovo incontro fra il ministro allo Sviluppo Economico, Paolo Romani, e il numero uno di Edf, Henri Proglio. Sulla base della risposta dei francesi ci sarà la decisione finale anche degli italiani. Fonti vicine a Delmi, sottolineano, tuttavia che la riunione potrebbe anche slittare a mercoledì, a valle dei due consigli di A2A, in modo da avviare il negoziato con una proposta definita.

"Le due soluzioni sono state presentate dal direttore generale, Renato Ravanelli e da Zuccoli. E tali restereanno fino al consiglio del 28. In questi giorni ci saranno gli approfondimenti e poi si deciderà", ha aggiunto Bifulco.

Nel dettaglio, la soluzione Zuccoli trasformerebbe Edipower, proprietaria di 9 centrali che producono 7.600 mw di energia l'anno, in un gruppo a maggioranza italiana.

A marzo 2002 quando fu privatizzata, l'ex genco dell'Enel (Madrid: ENE.MC - notizie) fu rilevata dagli attuali soci con un esborso di circa 3,1 miliardi di euro. Le più recenti valutazioni degli analisti sostengono che il 50% di Edipower, corrispondente ad almeno quattro centrali, valga intorno agli 1,3 miliardi.

Bisogna vedere quale delle due opzioni i francesi saranno disposti ad accettare. Nel caso a prevalere fosse la seconda, si ritroverebbero con una Edison molto più piccola, priva di almeno quattro centrali di Edipower.

Interpellato a margine di un convegno, Zuccoli si è limitato a dire che "la questione è talmente complessa che non si escludono delle tarature o messe a punto... il problema vero è che siamo una compagine molto variegata e difficile". Il manager ha parlato addirittura di tre ipotesi sul tappeto, "c'è la 1, la 1A e la B. La prima è quella di marzo, che gira attorno all'arroccamento di A2A sull'idroeletrico con il termoeletrico ceduto a Edison, poi quella di una cordata italiana per Edipower che a trasformi in un grande operatore italiano".

Un punto comunque è certo, dopo i consigli di oggi i manager sembrano avere ritrovaro l'armonia. Dice Franco Baiguera, presidente di Delmi, "nel consiglio c'erano state delle divergenze ma ci siamo riappacificati. Il consiglio è molto unito".

Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia
venerdì, 17 giugno 2011 20:38
Finanzaonline.com - 17.6.11/18:29

L´agenzia di rating Moody's ha ridotto l´outlook sul rating BAA3 di Edison da "stabile" a "negativo". La decisione è attribuibile all´indebolimento del profilo finanziario alla luce dei risultati del primo trimestre.


Fonte: Finanza.com
lunedì, 13 giugno 2011 20:08
Edison, sottoscritto finanziamento bancario di 700 mln euro

13/06/2011 - 17:38
Edison, sottoscritto finanziamento bancario di 700 mln euro
(Teleborsa) - Roma, 13 giu - Edison Spa ha sottoscritto oggi un contratto di finanziamento per un ammontare di 700 milioni di euro con un pool di banche composto da Banco Bilbao Vizcaya Argentaria SA, Banco Santander SA, Milan Branch, Banc of America Securities Limited, BNP Paribas Succursale Italia, Commerzbank Aktiengesellshaft Filiale di Milano, Crédit Agricole Corporate & Investment Bank, Milan Branch, Intesa Sanpaolo S.p.A., JPMorgan Chase Bank, N.A., Milan Branch, Mediobanca - Banca di Credito Finanziario S.p.A., Société Générale Corporate & Investment Banking, Milan Branch, The Royal Bank of Scotland Plc, Milan Branch, UniCredit S.p.A., in qualità di Mandated Lead Arrangers, e Banca IMI, in qualità di Banca Agente. La Società è stata assistita dallo Studio Chiomenti, mentre le banche si sono avvalse dello Studio Clifford & Chance.
L'operazione di finanziamento, avvenuta su base Club Deal, non prevede un'attività di sindacazione. E' una Revolving Credit Facility Senior Unsecured, indicizzata all'euribor maggiorato di un margine in linea con le attuali migliori condizioni di mercato, ed ha una durata massima di diciotto mesi ( dopo il primo anno, la Società può decidere di estendere la scadenza di ulteriori sei mesi).
"Il finanziamento - sottolinea Marco Andreasi, CFO di Edison - ha il principale scopo di coprire le esigenze operative e finanziarie della Società, fra cui il rimborso delle obbligazioni del valore di 500 milioni di euro in scadenza il prossimo luglio."

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