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Italia: manovra “iniqua con troppe incognite sul futuro”
Scritto da carloscalzotto Martedì 05 Luglio 2011 22:16
Notizie & Mercati - News & Macroeconomia
“Iniqua, sbagliata ed autolesionista”, questo il giudizio del portavoce della campagna Sbilanciamoci, Giulio Marcon sulla manovra presentata nei giorni scorsi dal governo per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2014. “Questa manovra – spiega Marcon – produrrà ulteriore recessione nell'economia e povertà tra le fasce sociali più esposte del paese”. “La manovra di Tremonti varata nei giorni scorsi dal Governo affossa infatti ancora di più il paese nella depressione economica, deprime le possibilità di ripresa dell’economia, fa pagare alla parte più esposta del paese il peso e le conseguenze di questa crisi. Il pareggio di bilancio del 2014 non ci è stato imposto dall’Unione Europea. E’ una scelta politica di Tremonti che in questo modo rischia di portare il paese ancora di più nella recessione. E’ una manovra tutta concentrata furbescamente nel 2013-2014, quando – speriamo - potrebbe esserci un altro governo a fronteggiare l’emergenza economica” – sottolinea Marcon.“Dopo mesi di inutile ottimismo e di stupida sottovalutazione della portata della crisi, il governo si trova a dover prendere amaramente atto del fallimento della sua politica economica, della fallacia delle sue previsioni iniziali, della futilità delle speranze dell’ “effetto traino” legato alla possibile ripresa dell’economia mondiale. Dopo tre anni di provvedimenti tappabuchi, di mezzemisure all’insegna del marketing e di fumo negli occhi, la situazione economica del paese è gravissima, ed il peggio deve ancora venire. Avere tenuto sotto (parzialissimo) controllo i conti pubblici, senza rilanciare l’economia e la domanda interna, senza dare adeguata protezione sociale ed ai redditi si è dimostrata una strategia fallimentare ed autolesionista, senza futuro” – continua la nota del portavoce di Sbilanciamoci!.
“La manovra di queste ore ne è la dimostrazione, e ora ne paghiamo il prezzo E ancora una volta a subirne le conseguenze è la parte più debole del paese: pensionati, lavoratori a basso reddito, consumatori, utenti dei servizi pubblici. La reintroduzione dei ticket, l’inserimento dei costi standard nella sanità, la riduzione dei trasferimenti agli enti locali, il blocco degli stipendi nella pubblica amministrazione, l’intervento sulle pensioni stanno lì a dimostrare quanto ancora una volta il prezzo della crisi è pagato dalla fasce sociali più deboli. Tra i più colpiti sono i giovani: e con loro – spiega Marcon - organizzeremo a Lamezia Terme la prossima edizione della contro Cernobbio, dal 1 al 3 settembre, in cui discuteremo di un piano nazionale del lavoro per i e rilanciare la scuola e l’università pubblica.
Da Sbilanciamoci! prò non vengono solo critiche: come sempre la campagna ha diffuso la sua “contromanovra” (in PDF) da 51 miliardi di euro in 3 anni a dimostrazione che una manovra equa e attenta alle fasce più povere si può fare. Iniziando a tagliare la spesa pubblica: quella militare, delle grandi opere, per le scuole private, per il business della sanità privata. E con una politica fiscale che colpisca le rendite e non i salari, i grandi patrimoni e non i bassi redditi, i consumi ecologicamente dannosi e non i consumi pubblici ed i servizi sociali. E’ possibile garantirsi in questo modo un flusso costante di risorse da destinare da una parte all’abbattimento del debito e dall’altra a dare protezione sociale a chi è colpito dalla crisi e a rilanciare un’economia diversa fondata su un nuovo modello di sviluppo.
Serve una tassa sui patrimoni milionari (che ci porterebbe oltre 10 miliardi di euro di entrate), bisogna portare la tassazione delle rendite al 23% e bisogna aumentare l’imposizione fiscale sui redditi superiori ai 70mila euro annui dal 43 al 45%. Nel contempo è necessario ridurre del 20% la spesa militare e cancellare il programma di 131 cacciabombardieri F35 (che ci costano più di 16miliardi di euro). Questi sono passi obbligati in tempi di crisi: in Germania e in Gran Bretagna sono state ridotte le spese militari, in Italia, ancora no.
E servono misure per rilanciare l’economia attraverso un programma di “piccole opere” (cancellando Ponte sullo Stretto e Tav), di sostegno alla green economy (energie rinnovabili, mobilità sostenibile, agricoltura biologica, ecc), di incentivo e difesa dei redditi, unica garanzia perchè possa riattivarsi una domanda interna. In questo senso la lotta al precariato, il sostegno alle pensioni più basse, il recupero del fiscal drag e il reddito di cittadinanza sono misure assolutamente necessarie in questa fase.
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| Al Parlamento l'ultima parola |
Anche le Acli criticano diversi aspetti della nuova manovra del governo: si tratta di una manovra con “troppe incognite sul futuro: la scelta di rimandare ai prossimi due anni il grosso del risanamento dei conti lascia “erplesse e preoccupate” le Acli.
“Molti annunci e troppi rinvii generano inevitabilmente confusione e inquietudine. Sia per quanto riguarda i tagli che le riforme”. Per il presidente nazionale delle Acli, Andrea Olivero, “la manovra non sembra dare al Paese le certezze di cui ha bisogno. Ci sono i tagli preoccupanti agli enti locali, che mettono definitivamente a repentaglio i già scarsi servizi sociali, oltre a pregiudicare lo stesso sviluppo del federalismo. Mentre la riduzione dei costi della politica appare poco più di una generica dichiarazione di intenti. Il tema dell’abolizione delle province non è neppure accennato. Ma il Paese ha bisogno di riforme almeno quanto ha bisogno di conti a posto”.
”C’è perplessità – continua Olivero - sulla capacità della manovra di rilanciare lo sviluppo. La liberalizzazione del collocamento è cosa buona. Il forfait fiscale per i giovani imprenditori è un buon segnale. Ma tutto ciò non appare sufficiente a far ripartire l’economia e l’occupazione, a sostenere i redditi delle famiglie”. L’innalzamento dell’età pensionabile delle donne “è fatto senz’altro in maniera graduale, ma mancano norme compensative che vincolino i risparmi ottenuti all’investimento nelle politiche di sostegno all’occupazione femminile”.
Tra gli aspetti positivi, le Acli segnalano l’introduzione del prelievo del 20% sulle rendite da capitale, “una misura di equità fiscale chiesta da molti e da molto tempo”. “Peccato invece l’accantonamento, se dovesse essere confermato, della tassa sulle transazioni finanziarie inizialmente ipotizzata dal Governo". Bene anche il preannuncio della riforma del welfare. “Una riqualificazione e un riordino della spesa sociale sono senz’altro necessari – afferma Olivero – e chiediamo da subito un coinvolgimento dei soggetti che operano quotidianamente in questo settore. Ma alcune cose si possono fare a costo zero, altre no. Il mancato reintegro dei fondi per le politiche sociali rende difficile accostarsi a qualsiasi tavolo in maniera serena. Senza risorse messe in campo, una riforma del welfare appare difficilmente realistici”.
Infine sulla riforma fiscale le Acli sottolineano che “E’ ancora presto per capire se andrà a ridistribuire le risorse o a premiare ancora una volta i redditi più alti. Quello che è certo è che ci era stata promessa in campagna elettorale, e poi ancora ad inizio legislatura, l’introduzione del quoziente familiare. Di quella promessa non c’è traccia alcuna. Manca totalmente qualsiasi riferimento ad un fisco a misura di famiglia. Il presidente del Consiglio dovrebbe spiegare agli italiani perché si è rimangiato la parola data agli elettori”.fonte
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| "Aspettiamo che venga approvata ...poi decido!!!! |
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Commenti dal Forum
by Opentime
mercoledì, 06 luglio 2011 20:09
Come al solito, niente di nuovo
, leggete qui...
"Riforma fiscale, un copia e incolla
dalla legge 80, già in vigore"
Pesanti critiche degli esperti di "lavoce.info" al documento del governo sul fisco che delega l'azione riformatrice all'esecutivo. "Sbadataggine e qualche accortezza sospetta per un testo neanche armonizzato con le norme vigenti". Precedentemente, anche ItaliaOggi aveva sottolineato il meccanismo con cui era stato redatto il documento
"Riforma fiscale, un copia e incolla dalla legge 80, già in vigore" Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti
ROMA - La riforma fiscale proposta dal governo è un classico "copia e incolla" e, per di più in gran parte da una legge già in vigore e quasi totalmente inapplicata. L'analisi, documentata viene da "lavoce.info" 1 il sito che si definisce "watchdog" della politica economica italiana. Il copia e incolla, comunque, era stato individuato precedentemente da ItaliaOggi 2 nell'edizione del primo luglio. Un documento, quello della riforma fiscale - sostengono gli esperti del sito - "costruito molto in fretta, con pochi ingredienti, dagli esiti distributivi e di gettito assolutamente incerti. Per rimpolparlo si è allora ricorsi al più classico 'copia e incolla' dalla legge delega presentata da Tremonti nel 2001, approvata dal Parlamento nel 2003 e poi largamente non esercitata. Come se nulla, nel frattempo, fosse cambiato nel sistema fiscale erariale, regionale e locale".
DOCUMENTI A CONFRONTO /PDF 3
Una riforma con cui si torna al 2001, spiegano ancora gli esperti: "All'idea, non ulteriormente declinata, e quindi non valutabile 4, di un'Irpef con tre aliquote, 20, 30 e 40, da applicarsi a una base imponibile con meno forme di erosione, ma senza
che un solo contribuente ci rimetta, si è aggiunta una timida e prudente ipotesi di innalzamento graduale dell'Iva e una generica formulazione di riforma della tassazione delle attività finanziarie, con cui ci si preoccupa più di definire regimi speciali che di armonizzare il prelievo".
Pochi ingredienti, dagli esiti distributivi e di gettito assolutamente incerti, ancora troppo poco declinati per potere essere chiamati "riforma fiscale", sottolinea lavoce.info. "E allora si è agito con lo strumento classico del copia e incolla mettendo qua e là, a mo' di riempitivo, tanti pezzi e pezzetti della legge delega di riforma del sistema fiscale (legge 80). Come se nulla nel frattempo fosse successo al sistema fiscale erariale, regionale e locale. Ricompare l'ipotesi di concordato fiscale, introdotto sperimentalmente, quasi ogni anno, con diversi nomi, nella legislatura 2001-2006, e sempre fallito. Non manca l'usuale e reiterata promessa di eliminare, gradualmente si intende, l'Irap, come se questa eliminazione non fosse già stata ammessa da ben due norme approvate in questa stessa legislatura. Ricompare l'imposta sui servizi, riproposta anche in questa edizione come mera sommatoria di imposte esistenti, di cui non si esplicita né il presupposto né l'articolazione, e in cui viene inglobata anche l'imposta di registro, senza alcuna indicazione di coordinamento con la disciplina della cedolare secca sugli affitti, entrata in vigore quest'anno, che sostituisce, ma solo per opzione del contribuente, oltre all'Irpef anche, appunto, l'imposta di registro".
Sbadatezza voluto e qualche accortezza significativa. Il "copia e incolla" registra così degli effetti di vera e propria "sbadataggine", dimenticando quanto fatto già in questa legislatura, e delle vere e proprie "furberie". Gli esperti del sito fanno alcuni esempi per l'una e per le altre. "Alcuni esempi di sbadataggine: si continua a prevedere che le Regioni siano compensate dall'auspicata eliminazione dell'Irap con 'trasferimenti' o con compartecipazioni. E dire che lo sforzo più grosso fatto con i decreti legislativi di attuazione del federalismo ha riguardato proprio la necessità di sostituire i trasferimenti con tributi e compartecipazioni, non essendo i trasferimenti più ammessi dal riformato titolo V della Costituzione; si elencano principi direttivi che corrispondono a norme già esistenti, quali l'inclusione parziale nell'imponibile degli utili percepiti e delle plusvalenze realizzate, fuori dall'esercizio di impresa, su partecipazioni societarie qualificate, la determinazione del reddito di impresa, applicando, in quanto compatibili, le norme contenute nella disciplina dell'imposta sul reddito delle società".
Per le accortezze, che in qualche caso sembrano essere più furberie, gli esperti fanno altri esempi: "Non si parla più di potenziamento, ma di revisione degli studi di settore; fra i principi cui deve attenersi la disciplina fiscale, scompare il riferimento all'uguaglianza; scompaiono tutti riferimenti alla progressività dell'imposta e allo statuto dei contribuenti".
"A ben vedere - concludono gli esperti di "lavoce.info" - neppure l'idea del 20-30-40 è nuova: era una delle quattro ipotesi per l'Irpef formulate nel Libro bianco del 1994, cinque (radicali) riforme fa. Solo che in quel caso venivano almeno indicati anche gli scaglioni e le soglie di esenzione".
5
(06 luglio 2011)
fonte: http://www.repubblica.it/economia/2011/07/06/news/riforma_fiscale_un_copia_e_incolla_dalla_legge_80_gi_in_vigore-18756366/?ref=HREA-1
, leggete qui..."Riforma fiscale, un copia e incolla
dalla legge 80, già in vigore"
Pesanti critiche degli esperti di "lavoce.info" al documento del governo sul fisco che delega l'azione riformatrice all'esecutivo. "Sbadataggine e qualche accortezza sospetta per un testo neanche armonizzato con le norme vigenti". Precedentemente, anche ItaliaOggi aveva sottolineato il meccanismo con cui era stato redatto il documento
"Riforma fiscale, un copia e incolla dalla legge 80, già in vigore" Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti
ROMA - La riforma fiscale proposta dal governo è un classico "copia e incolla" e, per di più in gran parte da una legge già in vigore e quasi totalmente inapplicata. L'analisi, documentata viene da "lavoce.info" 1 il sito che si definisce "watchdog" della politica economica italiana. Il copia e incolla, comunque, era stato individuato precedentemente da ItaliaOggi 2 nell'edizione del primo luglio. Un documento, quello della riforma fiscale - sostengono gli esperti del sito - "costruito molto in fretta, con pochi ingredienti, dagli esiti distributivi e di gettito assolutamente incerti. Per rimpolparlo si è allora ricorsi al più classico 'copia e incolla' dalla legge delega presentata da Tremonti nel 2001, approvata dal Parlamento nel 2003 e poi largamente non esercitata. Come se nulla, nel frattempo, fosse cambiato nel sistema fiscale erariale, regionale e locale".
DOCUMENTI A CONFRONTO /PDF 3
Una riforma con cui si torna al 2001, spiegano ancora gli esperti: "All'idea, non ulteriormente declinata, e quindi non valutabile 4, di un'Irpef con tre aliquote, 20, 30 e 40, da applicarsi a una base imponibile con meno forme di erosione, ma senza
che un solo contribuente ci rimetta, si è aggiunta una timida e prudente ipotesi di innalzamento graduale dell'Iva e una generica formulazione di riforma della tassazione delle attività finanziarie, con cui ci si preoccupa più di definire regimi speciali che di armonizzare il prelievo".
Pochi ingredienti, dagli esiti distributivi e di gettito assolutamente incerti, ancora troppo poco declinati per potere essere chiamati "riforma fiscale", sottolinea lavoce.info. "E allora si è agito con lo strumento classico del copia e incolla mettendo qua e là, a mo' di riempitivo, tanti pezzi e pezzetti della legge delega di riforma del sistema fiscale (legge 80). Come se nulla nel frattempo fosse successo al sistema fiscale erariale, regionale e locale. Ricompare l'ipotesi di concordato fiscale, introdotto sperimentalmente, quasi ogni anno, con diversi nomi, nella legislatura 2001-2006, e sempre fallito. Non manca l'usuale e reiterata promessa di eliminare, gradualmente si intende, l'Irap, come se questa eliminazione non fosse già stata ammessa da ben due norme approvate in questa stessa legislatura. Ricompare l'imposta sui servizi, riproposta anche in questa edizione come mera sommatoria di imposte esistenti, di cui non si esplicita né il presupposto né l'articolazione, e in cui viene inglobata anche l'imposta di registro, senza alcuna indicazione di coordinamento con la disciplina della cedolare secca sugli affitti, entrata in vigore quest'anno, che sostituisce, ma solo per opzione del contribuente, oltre all'Irpef anche, appunto, l'imposta di registro".
Sbadatezza voluto e qualche accortezza significativa. Il "copia e incolla" registra così degli effetti di vera e propria "sbadataggine", dimenticando quanto fatto già in questa legislatura, e delle vere e proprie "furberie". Gli esperti del sito fanno alcuni esempi per l'una e per le altre. "Alcuni esempi di sbadataggine: si continua a prevedere che le Regioni siano compensate dall'auspicata eliminazione dell'Irap con 'trasferimenti' o con compartecipazioni. E dire che lo sforzo più grosso fatto con i decreti legislativi di attuazione del federalismo ha riguardato proprio la necessità di sostituire i trasferimenti con tributi e compartecipazioni, non essendo i trasferimenti più ammessi dal riformato titolo V della Costituzione; si elencano principi direttivi che corrispondono a norme già esistenti, quali l'inclusione parziale nell'imponibile degli utili percepiti e delle plusvalenze realizzate, fuori dall'esercizio di impresa, su partecipazioni societarie qualificate, la determinazione del reddito di impresa, applicando, in quanto compatibili, le norme contenute nella disciplina dell'imposta sul reddito delle società".
Per le accortezze, che in qualche caso sembrano essere più furberie, gli esperti fanno altri esempi: "Non si parla più di potenziamento, ma di revisione degli studi di settore; fra i principi cui deve attenersi la disciplina fiscale, scompare il riferimento all'uguaglianza; scompaiono tutti riferimenti alla progressività dell'imposta e allo statuto dei contribuenti".
"A ben vedere - concludono gli esperti di "lavoce.info" - neppure l'idea del 20-30-40 è nuova: era una delle quattro ipotesi per l'Irpef formulate nel Libro bianco del 1994, cinque (radicali) riforme fa. Solo che in quel caso venivano almeno indicati anche gli scaglioni e le soglie di esenzione".
5
(06 luglio 2011)
fonte: http://www.repubblica.it/economia/2011/07/06/news/riforma_fiscale_un_copia_e_incolla_dalla_legge_80_gi_in_vigore-18756366/?ref=HREA-1
by futre
mercoledì, 06 luglio 2011 06:49
Sono ormai diversi anni che purtroppo credo che certe situazioni siano pianificate cercate e volute e che quindi succedano non per caso.
...e non mi riferisco solo al nostro paese ma all'intero occidente...
Nel caso italiano mi vengono in mente le elezioni politiche:
1996 Forza Italia non va con la lega e vince Prodi
2001 non c'e' desistenza tra RC e ulivo e vince Berlusconi
2006 pareggiano ma non c'e' la grossa coalizione
2008 vince Berlusconi e grazie al premio di maggioranza il governo puo' contare su di una delle piu' grosse maggioranze della storia della repubblica ma... va a rotoli ... il governo e' (incredibilmente ) retto da eletti nelle file dell'opposizione.
Vogliamo ricordare gli USA?
Clinton vinse per due volte grazie all'emorragia di voti causata da un secondo candidato di destra ( Ross Perot)1992 e 1996
Nel 2000 invece l'emorragia di voti fu causata da un secondo candidato di sinistra ( un ecologista di cui non ricordo il nome) e poi ci fu la Florida di Bush fratello...
per carita' non ci sara'stata nessuna macchinazione alle spalle...ci vogliono prove e non allusioni...
che sia sempre stato un caso? che chi governa sia stupido? o lo siamo noi popolani (pecore a sonagli)?
Non riesco a non credere che tutto sia pianificato a dovere e che certe situazioni siano sfuggite di mano e altre invece ben volute. Ma se basta una immigrata a far fuori un personaggio scomodo al Fmi con un colpo di teatro nel giro di 5 minuti, nel giro di 20 anni (fine dell'URSS) dove e' possibile arrivare?
...e non mi riferisco solo al nostro paese ma all'intero occidente...
Nel caso italiano mi vengono in mente le elezioni politiche:
1996 Forza Italia non va con la lega e vince Prodi
2001 non c'e' desistenza tra RC e ulivo e vince Berlusconi
2006 pareggiano ma non c'e' la grossa coalizione
2008 vince Berlusconi e grazie al premio di maggioranza il governo puo' contare su di una delle piu' grosse maggioranze della storia della repubblica ma... va a rotoli ... il governo e' (incredibilmente ) retto da eletti nelle file dell'opposizione.
Vogliamo ricordare gli USA?
Clinton vinse per due volte grazie all'emorragia di voti causata da un secondo candidato di destra ( Ross Perot)1992 e 1996
Nel 2000 invece l'emorragia di voti fu causata da un secondo candidato di sinistra ( un ecologista di cui non ricordo il nome) e poi ci fu la Florida di Bush fratello...
per carita' non ci sara'stata nessuna macchinazione alle spalle...ci vogliono prove e non allusioni...
che sia sempre stato un caso? che chi governa sia stupido? o lo siamo noi popolani (pecore a sonagli)?
Non riesco a non credere che tutto sia pianificato a dovere e che certe situazioni siano sfuggite di mano e altre invece ben volute. Ma se basta una immigrata a far fuori un personaggio scomodo al Fmi con un colpo di teatro nel giro di 5 minuti, nel giro di 20 anni (fine dell'URSS) dove e' possibile arrivare?
by Hellblazer
mercoledì, 06 luglio 2011 00:31
un bell'articolo del nostro Carlo...
non ci sono incognite... è questo il problema... prox ne scriverò, ma non è questo il punto... noi si continua ad osservare le cose con una logica sbagliata... come se ci fosse il medio e lungo periodo...
ragazzi... qui lottiamo per il presente... non c'è ottica.... non c'è logica oltre all'immediato... lo vogliamo capire o no?
non ci sono incognite... è questo il problema... prox ne scriverò, ma non è questo il punto... noi si continua ad osservare le cose con una logica sbagliata... come se ci fosse il medio e lungo periodo...
ragazzi... qui lottiamo per il presente... non c'è ottica.... non c'è logica oltre all'immediato... lo vogliamo capire o no?
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