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L'Italia allo stetoscopio.!!
Scritto da carloscalzotto Lunedì 21 Marzo 2011 22:52
Notizie & Mercati - News & Macroeconomia
Pubblico la newsletter che ho trovato nella mia posta elettronica speditami dalla Banca d'Italia.***In Italia dal 2008 al 2009, nel pieno della crisi globale, il disavanzo pubblico è passato dal 2,7 al 5,4 per cento del PIL; all’aumento non hanno contribuito politiche discrezionali di bilancio. Nella media dell’area dell’euro il disavanzo è più che triplicato, portandosi al 6,3 per cento. Nel 2010 il nostro disavanzo si è ridotto, al 4,6 per cento, mentre quello dell’area, secondo le stime della Commissione europea, è rimasto invariato. Alla tenuta dei conti da parte del Governo ha contribuito il fatto che la solidità del sistema bancario italiano non ha richiesto rilevanti aiuti a carico del bilancio pubblico. Il debito pubblico italiano, già molto alto, è salito ancora; la sua gestione è stata prudente: ne è stata progressivamente allungata la vita media residua, pur in un contesto che rimaneva incerto e volatile. La situazione patrimoniale di imprese e famiglie è nel complesso solida. La propensione dei risparmiatori verso strumenti finanziari ad alto rischio è bassa; l’indebitamento è contenuto, anche se concentrato in passività a tasso variabile, intrinsecamente più rischiose. Il problema dell’economia italiana, non è mai superfluo ricordarlo, è la difficoltà strutturale a crescere. Il compito, difficile, della politica economica è cambiare questo stato di cose riducendo al tempo stesso l’incidenza del debito pubblico sul prodotto.
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| per - E S O R C I Z Z A R E - |
Diciassette paesi sovrani che condividono una moneta unica formano una realtà senza precedenti storici. L’euro è una costruzione intellettuale ardita, un progetto politico coraggioso e lungimirante; era, ed è, un presupposto di benessere economico. Il Presidente della Repubblica, nel suo discorso al Parlamento del 17 marzo scorso, ha definito l’integrazione europea “la più grande invenzione storica di cui (l’Italia) ha saputo farsi protagonista a partire dagli anni Cinquanta del secolo scorso”. Centocinquanta anni fa noi italiani demmo avvio a una costruzione altrettanto importante: l’unificazione monetaria del nostro paese, che avrebbe consolidato l’unificazione politica appena conquistata. I due avvenimenti stanno in continuità ideale: il presente e il futuro dell’euro sono per noi anche la prosecuzione della nostra lunga storia.***
L'ottimismo di cui è intrisa l'estrapolazione da questa newsletter, mi sembra più che mai benaugurante.
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