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Al cappio...l'Irlanda reagisce!

Notizie & Mercati - News & Macroeconomia

Al cappio...l'Irlanda reagisce!

Al cappio...l'Irlanda reagisce!A febbraio la crescita del settore terziario della zona euro ha raggiunto un nuovo livello record durante il periodo post-recessione, con il PMI di febbraio in linea con il tasso trimestrale di crescita del terziario di 0.75_. La ripresa rimane chiaramente a due velocità, con Germania e Francia in testa con ampi margini, anche se si registrano segnali positivi nel terziario delle economie circostanti. In modo particolare sia Italia che Irlanda evidenziano forti segnali di miglioramento delle attività, e la Spagna riporta un aumento, anche se modesto, delle attività per la prima volta in sette mesi.Dichiarazione diChris Williamson, Chief Economist per Markit.
Nonostante i risultati positivi dei PIGS, Francia e Germania stanno col fiato sul collo a Paesi come l'Irlanda che vorrebbero fosse più coerente con la loro idea di solvibilità per salvaguardare il debito di quest'ultima in loro possesso.
L'Irlanda resiste al pressing franco-tedesco.

Enda Kenny, neo primo ministro irlandese, ha avuto un difficilissimo battesimo del fuoco durante il negoziato con i colleghi capi di Stato e di governo europei, litigando in particolare con il presidente francese Nicolas Sarkozy e con il cancelliere tedesco Angela Merkel, durante il vertice dell'Eurozona ieri sera a Bruxelles.
Al cappio...l'Irlanda reagisce!Sarkozy e Merkel hanno chiesto almeno un impegno di principio di Dublino a favore di una maggiore armonizzazione fiscale, in cambio della riduzione dei tassi d'interesse (al 5,8_, in media), e forse anche di un riscadenzamento del rimborso, del prestito da 85 miliardi di euro contratto con il Fondo salva-Stati (Efsf) per finanziare il piano di salvataggio delle banche e di risanamento del bilancio pubblico, dopo la gravissima crisi dell'autunno scorso.

Kenny è rimasto irremovibile, considerando di non poter cedere neanche un centimetro sull'intoccabilità del livello bassissimo (12,5_) delle tasse societarie in Irlanda, considerato, a torto o a ragione come un interesse nazionale primario e la più preziosa risorsa per la prosperità del Paese. Il premier ha rifiutato anche di discutere le proposte di armonizzazione europea non dei tassi d'imposizione, ma della base imponibile della fiscalità delle imprese.

l presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, ha cercato di minimizzare il disaccordo, sottolineando che l'Irlanda «ha sottoscritto le disposizioni e i princìpi ripresi nel 'Patto per l'Eurozona' nel capitolo sul coordinamento delle politiche fiscali»; tuttavia, ha aggiunto poi «gli irlandesi non hanno rispettato tutte le condizioni richieste, e dunque non potranno beneficiare di tassi d'interesse più bassi» Diario del Web

Infatti, la Grecia ha usufruito di una riduzione degli interessi sul prestito ottenuto dai partner dell'Eurozona e dal FMI nel maggio dell'anno scorso, con il taglio di 100 punti base (dal 5,2_ al 4,2_) introducendo una modifica delle scadenze per il rimborso, portandola dai cinque anni precedentemente stabiliti ai sette anni e mezzo attuali.

Il mito dell'orgoglio irlandese  

Al cappio...l'Irlanda reagisce!
 
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Commenti dal Forum
domenica, 13 marzo 2011 04:31
Vuoi che si arrivi a parlare di "euroschiavi e i segreti del signoraggio"?

Certo è che attraverso i prestiti offerti, indotti o forzati agli altri paesi Francia e Germania rischiano davvero di comprarsi paesi come Grecia, Irlanda o Portogallo, persino la Cina si è offerta più volte di "comprarsi il debito altrui" e ne approfitta quando gli europei dormono

L'unione europea ha sicuramente vantaggi e svantaggi, ma per avere voce in capitolo come Italia dovremmo avere anche noi un governo che rivendica i nostri diritti, io per esempio non ho ancora digerito la questione dei brevetti non in italiano

Il peggiore rischio dell'integrazione e che se non sappiamo chi siamo e cosa vogliamo e non impariamo a fare le cose almeno altrettanto bene degli altri è che finiremo tutti in provincia di Francoforte... come se il destino di un'Europa unita sotto la guida tedesca, Hitler o Merkel, abbia comunque da compiersi...
sabato, 12 marzo 2011 15:43
Nonostante i risultati positivi dei PIGS, Francia e Germania stanno col fiato sul collo a Paesi come l'Irlanda che vorrebbero fosse più coerente con la loro idea di solvibilità per salvaguardare il debito di quest'ultima in loro possesso.
L'Irlanda resiste al pressing franco-tedesco.


Éire go brách

Mi piacciono... caxxo se mi piacciono... orgogliosi, caciaroni, belli e terribili, caldi dove fa freddo e mai domi nei confronti dei dentuti angli...

Sono il simbolo, con il Portogallo, di quel che dobbiamo fare... l'Europa non è democratica... non è un sogno... è una palude.... è un meccanismo di controllo che ci impoverisce... e se vogliamo possiamo aprire interessanti discussioni sui troppo onorati padri di questo schifo Franco-Germanico in cui un nano (propongo tra il resto una legge che proibisca a chiunque sia meno alto di 1,80 mt di fare il premier... per evidenti sintomi di complesso da short-man) possa sparlare di bombardamenti ad minchiam per far felice la TOTAL...

Eire!
sabato, 12 marzo 2011 15:16
irlanda.jpg
A febbraio la crescita del settore terziario della zona euro ha raggiunto un nuovo livello record durante il periodo post-recessione, con il PMI di febbraio in linea con il tasso trimestrale di crescita del terziario di 0.75%. La ripresa rimane chiaramente a due velocità, con Germania e Francia in testa con ampi margini, anche se si registrano segnali positivi nel terziario delle economie circostanti. In modo particolare sia Italia che Irlanda evidenziano forti segnali di miglioramento delle attività, e la Spagna riporta un aumento, anche se modesto, delle attività per la prima volta in sette mesi.Dichiarazione di Chris Williamson, Chief Economist per Markit.
Nonostante i risultati positivi dei PIGS, Francia e Germania stanno col fiato sul collo a Paesi come l'Irlanda che vorrebbero fosse più coerente con la loro idea di solvibilità per salvaguardare il debito di quest'ultima in loro possesso.
L'Irlanda resiste al pressing franco-tedesco.

Enda Kenny, neo primo ministro irlandese, ha avuto un difficilissimo battesimo del fuoco durante il negoziato con i colleghi capi di Stato e di governo europei, litigando in particolare con il presidente francese Nicolas Sarkozy e con il cancelliere tedesco Angela Merkel, durante il vertice dell'Eurozona ieri sera a Bruxelles.
premier+irlandese.jpg
Sarkozy e Merkel hanno chiesto almeno un impegno di principio di Dublino a favore di una maggiore armonizzazione fiscale, in cambio della riduzione dei tassi d'interesse (al 5,8%, in media), e forse anche di un riscadenzamento del rimborso, del prestito da 85 miliardi di euro contratto con il Fondo salva-Stati (Efsf) per finanziare il piano di salvataggio delle banche e di risanamento del bilancio pubblico, dopo la gravissima crisi dell'autunno scorso.

Kenny è rimasto irremovibile, considerando di non poter cedere neanche un centimetro sull'intoccabilità del livello bassissimo (12,5%) delle tasse societarie in Irlanda, considerato, a torto o a ragione come un interesse nazionale primario e la più preziosa risorsa per la prosperità del Paese. Il premier ha rifiutato anche di discutere le proposte di armonizzazione europea non dei tassi d'imposizione, ma della base imponibile della fiscalità delle imprese.

l presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, ha cercato di minimizzare il disaccordo, sottolineando che l'Irlanda «ha sottoscritto le disposizioni e i princìpi ripresi nel 'Patto per l'Eurozona' nel capitolo sul coordinamento delle politiche fiscali»; tuttavia, ha aggiunto poi «gli irlandesi non hanno rispettato tutte le condizioni richieste, e dunque non potranno beneficiare di tassi d'interesse più bassi» Diario del Web

Infatti, la Grecia ha usufruito di una riduzione degli interessi sul prestito ottenuto dai partner dell'Eurozona e dal FMI nel maggio dell'anno scorso, con il taglio di 100 punti base (dal 5,2% al 4,2%) introducendo una modifica delle scadenze per il rimborso, portandola dai cinque anni precedentemente stabiliti ai sette anni e mezzo attuali.

Il mito dell'orgoglio irlandese

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