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La Libia spaventa: Piazza Affari e Unicredit crollano!
Scritto da Giuseppe Carrillo Lunedì 21 Febbraio 2011 18:03
Appena ieri scrivevo nell'articolo e se un giorno arrivasse un cigno nero sui mercati? testuali parole:
"A mio avviso si stanno creando delle situazioni molto particolari che potrebbero far pensare all'arrivo di un nuovo cigno nero".
Oggi non c'è stato un cigno nero ma per Piazza Affari è stata una giornata molto pesante. A fine seduta il Ftse Mib ha accusato un calo del 3,59% a quota 22230 punti, registrando la peggiore seduta degli ultimi mesi.
A scatenare le vendite sono state le preoccupazioni sulla situazione in Libia. Migliaia di persone si stanno radunando a Tripoli mentre il Ministro della Giustizia libico si è dimesso in segno di protesta per la ferocia e per la violenza utilizzata per reprimere le manifestazioni. Si parla di oltre 200 morti, mentre le violenze si stanno espandendo anche ad altri paesi vicini. Difficile capire quale sarà l'evoluzione da un punto di vista geopolitico nelle prossime settimane e questo preoccupa notevolmente gli investitori italiani esposti sulla Libia. Particolarmente penalizzati nel listino i titoli legati a questa vicenda: Unicredit (-5,8%) , il fondo di investimento libico è il primo azionista di riferimento con il 7,2% del capitale. Per Eni(-5%) la Libia è un paese chiave: i giacimenti libici rappresentano il 14% della produzione di Gas e Petrolio. Altri titoli legati ad investimenti libici violentemente colpiti dalle vendite sono stati Impregilo ( -6%), Ansaldo Sts (-4,7%) e Prysmian e Finmeccanica (-2,5%).
Da sottolineare che oggi la borsa americana è chiusa e questo calo deve far riflettere molto tutti gli investitori che hanno posizioni di lungo corso. Infatti il listino Milanese è stato il peggiore d'Europa ( Spagna -2,2%, Francia e Germania -1,4%, Svizzera -0,6%, Eurostoxx -1,8%).
Tensioni anche sul fronte obbligazionario. Lo spread con il bund tedesco è salito a 160 punti base dai 153 di venerdì portando il rendimento del btp decennale al 4,80%.
Da segnalare anche il balzo del petrolio a causa delle tensioni in Libia:
Il Brent inglese è scambiato a 105 dollari al barile, mentre sul mercato di New York è scambiato a 90,2 dollari al barile. ( +4,5% da venerdì).
Da un punto di vista grafico la situazione ora appare piuttosto allarmante. Durante tutta la seduta l'indice è sceso in maniera costante senza provare in alcun modo un rimbalzo tecnico. Questo appare come un segnale di notevole forza del trend ribassista in atto ( nel breve termine) e la rottura di alcune medie mobili ha appesantito il nostro listino. La chiusura sui minimi di seduta è un ulteriore conferma del trend ribassista e lascia pochi spiragli anche per la giornata di domani. Infatti qualora le quotazioni dovessero tornare a scendere i primissimi supporti transitano in area 22200 punti, al di sotto dei quali avremo una accelerazione ribassista con target 22000 punti e successivamente anche 21800. Molta attenzione al supporto dinamico dei 21700 punti ma per questo livello credo dovremo aspettare qualche giorno.
Al contrario in caso di rimbalzi è probabile un ritorno in area 22300 punti in un primo momento e successivamente a quota 22400 punti.
Molti saranno sorpresi del calo odierno, sopratutto con la borsa americana chiusa. Nella mia esperienza sui mercati posso dirvi che nulla accade per caso sui mercati finanziari , e se da domani anche gli indici americani iniziassero a scendere violentemente credo che dovremo abituarci a vedere il colore rosso sui nostri monitor per qualche settimana. Vedremo, allacciate le cinture da domani si balla, non so se al rialzo o al ribasso ma si balla.
...
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Commenti dal Forum
by uid55
martedì, 22 febbraio 2011 20:40
"carloscalzotto" wrote:
Purtroppo per Piazza Affari Unicredit è il titolo che conta di più in assoluto e con in pancia un capitale libico che sfiora il 7,6% del suo totale (maggiore azionista), ha di che preoccuparsi. E se non cambia velocemente quest'aria da panic-selling, per il colosso di Piazza Cordusio si possono aprire scenari inimmaginabili. Tocchiamo ferro.

martedì, 22 febbraio 2011 19:15
Purtroppo per Piazza Affari Unicredit è il titolo che conta di più in assoluto e con in pancia un capitale libico che sfiora il 7,6% del suo totale (maggiore azionista), ha di che preoccuparsi. E se non cambia velocemente quest'aria da panic-selling, per il colosso di Piazza Cordusio si possono aprire scenari inimmaginabili. Tocchiamo ferro.
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