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Spread Trading: esempio operativo
Scritto da Fabio Ferrantino Domenica 02 Gennaio 2011 05:30
Markets Trading - Spread e Forza Relativa
Il 2011 è iniziato. Vogliamo sia un anno ricco di novità, soddisfazioni e risultati. Cosa di meglio allora se non un articolo prettamente operativo sul mercato americano?
Come ben saprete in America sono quotati un numero impressionante di ETF, molto validi e con volumi di scambi davvero incredibili. sono strumenti davvero ottimi sia per speculazione che per investimento. In questo caso prendiamo in esame alcuni ETF su indici americani e precisamente il famosissimo SPY (SPDR S&P 500), l' IWM (iShares Russell 2000 Index) e il DIA (SPDR Dow Jones Industrial Average). Per chi non li avesse mai sentiti nominare e teme siano delle "ciofeche all'italiana", vi basta pensare alla MEDIA dei volumi giornalieri scambiati: SPY (164 MILIONI), IWM (49 MLN) e DIA ("solo" 6 Milioni di pezzi).
Analizzando ora l'andamento di questi 3 ETF negli ultimi 2/3 mesi possiamo notare una forza relativa molto sostenuta per IWM rispetto agli altri due ETF. Questo significa che la performance delle Small Caps in questo ultimo periodo è stata molto migliore rispetto a quella avuta tra le Blue Chips americane. La differenza in termini percentuali è notevole. Solitamente però, nonostante abbiano diverse caratteristiche e personalità, gli indici tendono ad avere grossomodo lo stesso andamento. Questa grande differenza deve essere quindi, a mio avviso, vista come un'opportunità.
Operativamente quindi andiamo a effettuare uno Spread, che appunto dal termine inglese punta a speculare sul differenziale tra due assett finanziari. In questo caso quindi andremo a speculare sul fatto che il differenziale tra Small Caps e Big Caps vada a stringersi e, perchè no, a chiudersi completamente. Saremo quindi venditori (Short) su IWM e in acquisto di SPY (Long). Questa operazione di Spread Trading dovrebbe anche richiedere margini ridotti rispetto all'apertura delle singole due operazioni distinti, essendo le due posizioni in compertura tra di loro (seppur parziale).
Non volendo esporci eccessivamente vediamo quindi di impiegare un capitale uguale per le due gambe dell'operazione. Siamo quindi venditori di 390 pezzi di IWM e acquirenti per 240 pezzi di SPY; si tratta di circa 30mila dollari per gamba, ma con un margine richiesto dal broker che dovrebbe essere molto, ma molto inferiore. Nel grafico qui proposto vediamo la linea del differenziale espressa però in questi termini monetari (dollari) con le posizione sopra descritte che apriremo lunedì. Si cercherà di aprire lo Spread (ovvero shortare il differenziale) attorno ai +500dollari del grafico, per arrivare a target in area -300 circa, con un profitto di circa 800 dollari. Lo stop è da porre nel caso il differenziale faccia segnare nuovi massimi, quindi oltre +850/900 dollari (che comporterebbe un loss di circa 400 dollari). Come vedete l'operazione ha un Risk/Reward di 1:2, più che accettabile.
Infine, per chi non avesse modo o non fosse interessato a seguire questa operazione, aggiungo una piccola nota teorica/didattica. Solitamente una sovraperformance delle Small Caps sulle Big Caps può essere letta quale segnale di possibile top di mercato, soprattutto se sviluppato dopo un robusto trend rialzista dei mercati. Questo perchè, una volta che il movimento principale dei listini è stato sviluppato, le Big Caps offrono ormai spunti molto limitati e performance non più scintillanti come avveniva all'inizio del trend. Gli investitori quindi puntano su strumenti più volatili e speculativi come le small caps che riescono quindi, nella fase finale del trend appunto, a giovare di questi rinato interesse sovraperformando l'indice delle Big Caps.
Sono stato messo al gogna per aver abbandonato questa operazione nel dimenticatoio del portafoglio con tanto di velate insinuazioni sulla mia reale posizione in essere su questa strategia. Ebbene, mi pare ovvio che il trade nato qui avesse una natura differente, ma l'assunto di base, come avevo anche spiegato in questo tempo a diverse persone, era un'attesa underperformance del Russell rispetto alle big cap dello sp500. C'è stato da attendere un po (per chi aveva pensieri sul costo della tenuta della posizione short c'era disponibile l'etf short sul Russell, RWM, che quindi si poteva longare sortendo lo stesso risultato dello short di IWM)
Oggi direi che la speculazione s'è fatta sentire, è tempo di raccogliere i risultati (anche se questo spread potrebbe regalare ancora soddisfazioni). Totale +2100$ per ogni posizione aperta come suggerita qui. Visto che la durata dell'operazione la cataloga quasi come "investimento" è utile vedere la performance in relazione al benchmark.
Chiudo con il grafico del nostro spread e della nostra posizione
Da inizio SP500 registra un bel -10% abbondante; la nostra strategia applicata ad un portafoglio ideale di 50mila dollari, avrebbe reso il +4%; un discreto +14% sul benchmark in circa 8 mesi.
Il target è ambizioso, ma buonsenso ci dice di prestare attenzione in caso di ulteriore recupero e, nel caso, chiudere la posizione.
Se invece sei in regime dichiarativo le cose sono leggermente più complicate, ma anche qui sia per questi ETF sia per qualsiasi altro strumenti che tu vada a trattare.
a me risulta diversamente; ti copio dall'help di Fineco:
"Più sfavorevole il regime fiscale relativo agli ETF non armonizzati.
Sempre in ipotesi di regime fiscale amministrato, la banca applicherà ai "redditi da capitale" una ritenuta a titolo di acconto del 12.5% , ma tali redditi dovranno poi essere indicati in sede di dichiarazione dei redditi e saranno assoggettati ad aliquota marginale sul reddito. Sui redditi diversi, invece, l'intermediario applicherà un'imposta sostitutiva del 12.5% e tali redditi non dovranno essere indicati in sede di dichiarazione dei redditi.
A livello fiscale, quindi, gli ETF non armonizzati risultano penalizzati rispetto a quelli armonizzati in quanto i redditi da capitale sono assoggettati all'aliquota marginale, di norma superiore al 12.5%."
http://help.fineco.it/interna.asp?sez=127&info=1082
Temo che Fineco a volte, in casi dubbi, come era successo per la tassazione dei guadagni del Forex, si comporti in modo più prudente di quanto le leggi non richiedano. Forse varrebbe la pena approfondire la questione presso un commercialista o facendo una richiesta di chiarimento presso almeno presso 2 o 3 broker.
Come ben saprete in America sono quotati un numero impressionante di ETF, molto validi e con volumi di scambi davvero incredibili. sono strumenti davvero ottimi sia per speculazione che per investimento. In questo caso prendiamo in esame alcuni ETF su indici americani e precisamente il famosissimo SPY (SPDR S&P 500), l' IWM (iShares Russell 2000 Index) e il DIA (SPDR Dow Jones Industrial Average). Per chi non li avesse mai sentiti nominare e teme siano delle "ciofeche all'italiana", vi basta pensare alla MEDIA dei volumi giornalieri scambiati: SPY (164 MILIONI), IWM (49 MLN) e DIA ("solo" 6 Milioni di pezzi).

Analizzando ora l'andamento di questi 3 ETF negli ultimi 2/3 mesi possiamo notare una forza relativa molto sostenuta per IWM rispetto agli altri due ETF. Questo significa che la performance delle Small Caps in questo ultimo periodo è stata molto migliore rispetto a quella avuta tra le Blue Chips americane. La differenza in termini percentuali è notevole. Solitamente però, nonostante abbiano diverse caratteristiche e personalità, gli indici tendono ad avere grossomodo lo stesso andamento. Questa grande differenza deve essere quindi, a mio avviso, vista come un'opportunità.
Operativamente quindi andiamo a effettuare uno Spread, che appunto dal termine inglese punta a speculare sul differenziale tra due assett finanziari. In questo caso quindi andremo a speculare sul fatto che il differenziale tra Small Caps e Big Caps vada a stringersi e, perchè no, a chiudersi completamente. Saremo quindi venditori (Short) su IWM e in acquisto di SPY (Long). Questa operazione di Spread Trading dovrebbe anche richiedere margini ridotti rispetto all'apertura delle singole due operazioni distinti, essendo le due posizioni in compertura tra di loro (seppur parziale).

Non volendo esporci eccessivamente vediamo quindi di impiegare un capitale uguale per le due gambe dell'operazione. Siamo quindi venditori di 390 pezzi di IWM e acquirenti per 240 pezzi di SPY; si tratta di circa 30mila dollari per gamba, ma con un margine richiesto dal broker che dovrebbe essere molto, ma molto inferiore. Nel grafico qui proposto vediamo la linea del differenziale espressa però in questi termini monetari (dollari) con le posizione sopra descritte che apriremo lunedì. Si cercherà di aprire lo Spread (ovvero shortare il differenziale) attorno ai +500dollari del grafico, per arrivare a target in area -300 circa, con un profitto di circa 800 dollari. Lo stop è da porre nel caso il differenziale faccia segnare nuovi massimi, quindi oltre +850/900 dollari (che comporterebbe un loss di circa 400 dollari). Come vedete l'operazione ha un Risk/Reward di 1:2, più che accettabile.
Infine, per chi non avesse modo o non fosse interessato a seguire questa operazione, aggiungo una piccola nota teorica/didattica. Solitamente una sovraperformance delle Small Caps sulle Big Caps può essere letta quale segnale di possibile top di mercato, soprattutto se sviluppato dopo un robusto trend rialzista dei mercati. Questo perchè, una volta che il movimento principale dei listini è stato sviluppato, le Big Caps offrono ormai spunti molto limitati e performance non più scintillanti come avveniva all'inizio del trend. Gli investitori quindi puntano su strumenti più volatili e speculativi come le small caps che riescono quindi, nella fase finale del trend appunto, a giovare di questi rinato interesse sovraperformando l'indice delle Big Caps.

per chi la vuol vedere è nel portafoglio
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