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Cercasi volatilità
Scritto da Fabio Ferrantino Mercoledì 14 Aprile 2010 17:28
Dov'è finita la volatilità? VIX in caduta libera, perfettamente inversamente correlato con l'indice SP500. E' vero, si può salire anche con un VIX che aumenta, ma sono casi rarissimi e la statistica sui dati degli anni passati dimostra che VIX in calo accompagna tutti i mercati rialzisti. E più duraturo e solido è un trend rialzista sull'azionario tanto più l'indice di volatilità raggiunge livelli bassi. Questi sono concetti base, ma che sovente vengono mal interpretati. Ma andiamo con ordine.
Il concetto di VIX inversamente correlato ai mercati è sì vero, ma con le dovute considerazioni. Alla tendenza del VIX andrebbe aggiunta l'informazione del livello di volatilità a cui ci si trova. Un Vix sotto i 16-18 punti indica un mercato con ogni probabilità ben impostato al rialzo, ma sotto questa soglia non ha molto senso andare a valutare un ribasso del Vix quale segnale utile per l'analisi dell'SP500: l'informazione è già data dalla volatilità bassissima. E da qui nascono molti malintesi, quali mercati rialzisti con un Vix stabile in area 12-14 per diversi mesi (vedi salite del 2005-2006). In maniera simile era insensato durante il crollo del 2008 fare affidamento ad ulteriori aumenti della volatilità che già stava sopra a livelli storicamente mai toccati. Quindi, per quanto mi riguarda, occorre dare un'area di validità per osservare la correlazione inversa Vix-SP500. Possiamo definire range valido 16/18 - 30/35.
Ma torniamo alla situazione attuale, Vix in netto calo e SP500 che proprio poco fa superava quota 1200. Senza entrare in disquisizioni su quello che sarà l'andamento nelle prossime settimane, mesi o anni. La considerazione da fare a mio avviso è che dal 5 febbraio è stato sviluppato un trend rialzista da 1040 a 1200, con correzioni massime di 15-20 punti (da massimo a minimo, ovvero un'inezia). E questo è quanto meno insostenibile a lungo. La previsione di crolli epocali la lasciamo a stregoni e presunti guru, ma una correzione fisiologica in questo mercato è d'obbligo. 1200? 1205? 1215? Shortare il future sull'indice SP500 diventa difficile se non con abile gestione della posizione, essendo di assoluta difficoltà "prendere" il massimo. Come avvantaggiarsi allora da questa probabile correzione? Correzione = Ribasso = più frenesia e nervosismo negli investitori => maggiore volatilità.
Benissimo, ma come possiamo comprare volatilità? Una delle risposte più comuni è quella di operare con opzioni, ma come sostengo sempre è necessaria una preparazione e competenza che pochi, anche tra quelli che sostengono di essere options trader, possiedono. Comunque la componente vola è prezzata nelle opzioni ed è quindi possibile con differenti strategie essere compratori di volatilità tramite opzioni. Ma strike, gestione, esercitare o no, scadenza sono tutte scelte che complicano incredibilmente la cosa. Senza contare lo spread ... ricordiamoci che stiamo comunque cercando di speculare sull'aumento di volatilità dovuto ad una correzione di breve del trend in atto.
Possiamo allora optare per il future sul Vix. Facile. Ticker VX, scadenza maggio, VXK0 che al momento quota 19.4 (si tratta dell'aspettativa di volatilità da qui alla scadenza, per quello il valore differisce dall'indice VIX). Tick da 5 centesimi e moltiplicatore 1000, ovvero 50 dollari a tick, 1000 dollari a punto. Non so se è lo strumento ideale alle tasche dei più. Molto più agevole invece l'acquisto del VXX, iPath S&P 500 VIX Short-Term Futures ETN, ETF americano. Attualmente a 19.2 segna un -2.59% riflettendo in maniera abbastanza precisa quanto avviene sul VIX.
Siamo così passati da una Ferrari ad una Apecar :).
Ma c'è a dire il vero una via di mezzo e si tratta nuovamente di Future sul VIX, ma applicando una strategia di spread. In particolare un Calendar Spread. La logica è semplice. Il future sul Vix a più breve scadenza "patisce" maggiormente il proseguo di questo mercato lento rialzista rispetto a quello a scadenza tra 2-3 mesi. Questo perchè sono molti più gli eventi che possono stravolgere l'attuale quadro da qui a 3 mesi che non da qui a 10 gg. Questo fa si che una suppur limitata differenza di performance costante per un periodo di tempo sufficientemente duraturo (come nel nostro caso, in trend dal 5 febbraio) porti a una grande variazione tra i due contratti. Ho preso in esame lo spread tra VIX scadenza maggio (VXK0) e quello in scadenza luglio (VXN0). Il grafico presenta due linee, il bid-ask dello spread; spread che è da intendersi quale livello medio tra questo bid-ask. La differenza è di circa 2.7 punti, che con moltiplicatore 1000 significa 2700 dollari a posizione di spread. Ai primi di febbraio questo spread era quasi alla parità. Ma questo come ci viene ad essere utile? Semplicemente perchè una correzione dei mercati, come detto prima porta ad un aumento di volatilità, ma l'aumento sarà più accentuato sul future in scadenza che non su quello a 3 mesi seguente. L'obiettivo sarà quindi quello di vedere questo divario diminuire, ovvero andando long su VXK0 e short su VXN0.
E' evidente che questa strategia è molto meno rischiosa rispetto alla semplice presa di posizione long. Altrettanto evidente che il miglior punti di ingresso sarà in prossimità dei massimi, ovvero dove la volatilità registra i suoi valori più bassi.
Per la volatilità è ovviamente un po' differente; non ho però mai elaborato uno studio approfondito a riguardo, mi spiace...
Mi sembra molto saggio!
Approfitto ancora, finchè non perdi la pazienza: hai delle statistiche sugli allargamenti degli spread per calendar con contratti in scadenza?
Grazie come sempre!
In linea di massima può sembrare un ragionamento semplicistico, ma un problema di quel tipo lo si può avere solo nel caso di ESPLOSIONE della volatilità (più difficile immaginarsi un CROLLO VERTICALE della volatilità); stando quindi lunghi sul contratto vicino e short su quello lungo ci si dovrebbe trovare dal lato giusto della burrasca; preferisco avere qualche difficoltà a gestire la chiusura di una posizione in gain piuttosto di una in loss con stress e nervosismo annesso.
Ciao Fabio, complimenti per lo spread.
Ti faccio un'altra domanda, se hai pazienza.
Hai controllato gli spread nel periodo ottobre-novembre 2008, con i relativi book-spread?
Come controlli un'evento del genere?
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