Blog L'Angolo dell'Oro
Note sull'oro
Scritto da Andrea Barbarossa Lunedì 20 Settembre 2010 13:59
Notizie & Mercati - Future Indici Opzioni Commodities

Se dunque ci troviamo di fronte a un indubbio breakout nella quotazione ufficiale contro la valuta statunitense (la più seguita a livello internazionale), è assolutamente necessario rimanere ben ancorati alla realtà e non farsi confondere da facili entusiasmi: la debolezza contro l'euro non è certo un segnale di forza del metallo e sottolinea l'assenza delle dinamiche ideali a sostegno di una promettente fase rialzista. Almeno per ora.
Analizziamo in maggiore dettaglio alcuni elementi di contorno, utili a fornire ulteriori spunti di valutazione circa il reale significato della recente salita e del record appena segnato.
Un primo fattore da considerare è il comportamento degli altri metalli preziosi, spesso indice del tipo di sostegno sottostante la salita delle quotazioni. L'avanzata congiunta infatti segnala un'intonazione rialzista dell'intero settore, accompagnata da ottime performance delle azioni minerarie, elevata propensione al rischio fra il pubblico e da un bias generalmente positivo delle borse, con particolare riferimento alle società legate alle materie prime.
In questo senso quindi un primo elemento di conferma ai movimenti recenti è rappresentato dalla prestazione notevole dell'argento e del platino e da quelle dell'etf GDX e dell'indice "Gold Bugs" HUI, benché tutti ancora al di sotto dei record segnati nel 2008.
Un altro elemento da tenere sotto stretta osservazione è la ratio silver/gold, essenziale per monitorare la propensione al rischio presente sul mercato: una salita corale del comparto metalli preziosi beneficia di un apprezzamento relativo dell'argento rispetto all'oro. In queste ultime settimane la ratio si è mossa in modo costruttivo sino ad arrivare agli attuali livelli, assolutamente cruciali: il superamento deciso della fortissima resistenza posta intorno a 0.017 è essenziale, non solo per il settore minerario ma per la continuazione del rally sull'azionario generico. Un fallimento a questo punto sarebbe invece di pessimo auspicio.
Per quanto riguarda l'analisi dei volumi, sia l'etf GLD sia il futures rivelano una partecipazione piuttosto scarsa sul breakout. Se questo è in genere un dato non incoraggiante, occorre però tenere presente che siamo all'uscita dal periodo estivo, notoriamente caratterizzato da scambi più rarefatti ed è quindi ragionevole non avere volumi record, nonostante le dinamiche di prezzo. Anche questo elemento chiave deve però essere tenuto sotto stretta osservazione per poter valutare il comportamento del metallo nelle prossime settimane. In caso di ritracciamento , non si potrà comunque contare sul sostegno offerto da forti volumi a queste quotazioni.
A livello di sentiment, sembra invece che i metalli preziosi abbiano un'esposizione quanto meno sospetta sui media mainstream, come testimoniato da questo articolo su CNBC, mai particolarmente precisa nel timing.
Anche il Gold Volatility Index, calcolato dal CBOE con la metodologia seguita per il VIX applicata all'etf GLD, non è ai livelli ideali per aprire posizioni long. Il "Gold VIX" (GVZ) è intorno a 18, ai minimi storici.
A favore invece la stagionalità che, complice il ritorno degli operatori sui mercati, l'avvicinarsi delle feste rituali in Asia (in particolare in India, mercato cruciale per l'oro) e, in prospettiva, il periodo natalizio, rappresentano fattori di notevole sostegno alla domanda da qui a fine anno.
Infine l'argomentazione più solida a favore della prosecuzione della corsa è sempre la solita: la produzione di moneta da parte delle autorità per tentare di arginare le diverse falle, monetizzando debiti e salvando con denaro pubblico creato dal nulla aziende in crisi, rappresenta una marea inarrestabile che sul medio lungo termine non può che alimentare la salita di tutti i beni tangibili, disponibili in quantità finite, con particolare riguardo alle materie prime e, fra queste, soprattutto i metalli preziosi.
Il valore nominale raggiunto venerdì scorso è in realtà un'approsimazione pesantemente distorta rispetto ai record del 1980: secondo le stime molto prudenziali del Bureau of Labor Statistics statunitense, i 1.275 dollari dell'ultima chiusura equivalgono a poco più di 481 dollari di quell'anno. La perdita di valore negli utlimi trent'anni è stata fenomenale e, tanto per chiarire immediatamente eventuali dubbi, ha riguardato tutte le principali valute mondiali.
In definitiva quindi il quadro è piuttosto articolato e la situazione va monitorata con attenzione. Se sul medio lungo termine le argomentazioni a favore dell'acquisto di metalli preziosi rimangono inalterate, a breve termine la situazione sembra piuttosto tesa e scricchiolante. Se l'ottica è quella di un trade veloce con orizzonte temporale di alcuni giorni, le quotazioni attuali non sembrano ideali per un'esposizone rialzista: hanno già corso molto e diversi fattori sconsigliano l'acquisto a questi livelli.
Se invece l'intento fosse strategico e l'esposizione ricercata fosse misurabile in anni, allora anche oggi, ad un lustro dall'inizio della bull run del metallo contro l'euro (l'unico riferimento importante per un investitore europeo), comprare oro rappresenta un ottimo sistema per difendere il potere d'acquisto dei propri risparmi dall'erosione continua cui viene sottoposto.
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