Blog L'Angolo dell'Oro
La ratio SP500/Gold sfonda i livelli del 1990!
Scritto da Andrea Barbarossa Domenica 21 Agosto 2011 21:30
Notizie & Mercati - Future Indici Opzioni Commodities
Con un guadagno di poco meno del 5% contro l'euro e poco più del 6% contro il dollaro, l'oro ha raggiunto questa settimana nuovi record nominali storici assoluti, chiudendo a 1.288 €/oz e 1.855 $/oz.Non c'è che dire: una performance strepitosa, soprattutto in un periodo come quello estivo conosciuto come il più debole per i metalli preziosi. Mentre negli anni passati, fra giugno e settembre, il metallo giallo ha consolidato i guadagni dei mesi precedenti preparandosi al tipico rally di fine anno, quest'estate le cose sono andate in modo decisamente diverso tanto che, dopo la già notevole positività di luglio, agosto fa segnare per ora risultati eclatanti e casualmente identici contro le due valutine fiduciarie principali: +13,95% dall'inizio del mese, sia contro l'euro sia contro il dollaro.
La spiegazione più verosimile di questo comportamento anomalo va rintracciata nel panico scatenato dai recenti crolli delle borse e, prima ancora, dalle tremende tensioni sui debiti nazionali in Europa e Stati Uniti, con l'allargamento dello spread fra i BTP italiani e il Bund tedesco, la perdita della AAA sui titoli statunitensi e il rischio di default americano rientrato all'ultimo momento.
La corsa all'oro, porto sicuro per definizione, è stata in questi due mesi senza precedenti: se si considera poi che in generale l'attenzione ai mercati finanziari raggiunge il minimo in luglio e agosto, i dati recenti sono ancora più sconcertanti. Limitandoci al pubblico italiano, le ricerche effettuate su google per la chiave "comprare oro" parlano da sole: dopo la già notevole salita di luglio, ad agosto hanno toccato un picco di quasi 10 volte la media da inizio anno, già elevata rispetto a quelli precedenti.
Sebbene questi eventi siano sicuramente degni di nota e particolarmente benvenuti per chi ha avuto l'accortezza di proteggere almeno una parte dei propri risparmi comprando oro negli ultimi anni, c'è qualcosa di ben più straordinario rispetto ai record storici registrati contro euro e dollaro.Questa settimana il rapporto fra il più importante indice borsistico mondiale e il metallo giallo, comunemente espresso dalla non così nota ratio SP500/Gold, è crollato di oltre il 10%, portando la perdita da inizio agosto a quasi il 24% ma, soprattutto, accelerando con violenza la discesa dopo la rottura del supporto importantissimo fra 0.75 e 1, i livelli del 1990.
Benché poco conosciuto ai non addetti ai lavori, questo indicatore della salute della finanza mondiale è molto facile da capire. Rappresenta infatti il valore dello Standard&Poor's 500 (il paniere costituito dalle 500 più importanti società statunitensi) rispetto all'oro anziché rispetto al dollaro.
Questo cambio al denominatore permette di eliminare l'effetto dell'incessante svalutazione del biglietto verde dall'andamento dei principali titoli borsistici mondiali, misurandone la performance rispetto ad una Moneta degna di questo nome, l'oro, che non a caso assolve a questo ruolo da migliaia di anni, in barba alle politiche deleterie dei governi.
In quest'ultimo grafico è rappresentatata la ratio SP500/Gold dal 1990 ad oggi, un periodo sufficientemente lungo per poter apprezzare la salita genuina delle borse fino al 2000 e l'inesorabile caduta del loro valore REALE da quella data ad oggi.Una ratio in salita significa infatti che lo SP500 cresce più dell'oro mentre la discesa indica la situazione opposta. Il grafico degli indici borsistici normalmente riportato da tutti i media più importanti è quindi pesantemente distorto in positivo: la realtà è che dal 2000 il valore delle borse è in costante discesa e che oggi abbiamo sfondato con estrema violenza i livelli di oltre vent'anni fa, fra l'altro dopo un consolidamento durato più di due anni e mezzo, proprio in corrispondenza di quelle quotazioni.
Chi, negli ultimi 11 anni, fosse rimasto "stoicamente" seduto sul proprio portafoglio azionario, sperando che una strategia buy&hold potesse rimettere a posto le cose, avrebbe di fatto perduto una quota enorme del valore reale del proprio pacchetto azionario, eroso da vere e proprie discese nominali e dalla svalutazione del denaro indotta da una produzione di moneta a livello globale senza precedenti nella storia.
Benché a breve termine l'oro possa sicuramente risultare ipercomprato e sia quindi maturo per cedere una parte dei recenti guadagni (ma lo ripeto ormai da prima dell'estate e quello imperterrito continua a salire), le motivazioni fondamentali che ne sostengono le quotazioni sono assolutamente intatte ed anzi negli ultimi anni sono state esacerbate.
Chi ha posizioni di lungo periodo aperte ormai da anni può dormire sonni tranquilli e godersi i risultati di un'ottima scelta, consigliata su questo sito sin dal 2005. Chi ha intenzione di comprare sulla recente impennata scatenata dal picco di emotività farebbe meglio a mio avviso a rifletterci un poco e almeno a tenere ben presente che storni del 20% o 30% in poche settimane non sono nulla di strano su questo mercato, a maggior ragione dopo una salita così potente e prolungata.
Per tutti vale però il solito consiglio di dedicare almeno una parte dei propri risparmi alla moneta più antica e riconosciuta della storia dell'umanità perché i fattori che ne spingeranno le quotazioni al rialzo nei prossimi anni sono ancora tutti presenti. Ogni correzione decisa, in grado di riequilibrare gli eccessi di breve periodo, dev'essere vista come un'occasione per comprare oro a prezzi che probabilmente fra alcuni anni si riveleranno stracciati.
Per ridurre il rischio di scegliere un timing sbagliato e allo stesso tempo l'ansia di rimanere fuori dal mercato vedendolo salire ancora molto, si può decidere ad esempio di dividere per 3, 5 o 10 il capitale che si ritiene di dedicare al metallo giallo e procedere con acquisti frazionati dilazionati magari nell'arco di un anno, anziché acquistare in un'unica soluzione.
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Scritto da Andrea Barbarossa - Domenica, 21 Agosto 2011 22:50
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