Blog Accademia di Borsa
Povera Italia!
Scritto da vulcan900 Martedì 12 Luglio 2011 19:16
Notizie & Mercati - News & Macroeconomia
Senza aver la presunzione di dare risposte provo a raccogliere un po’ di idee e commenti che ho trovato in giro aggiungendoci qualcosa di mio.
Troppo debito?
Quando e’ che troppo debito diventa “troppo”? La risposta e’ un po’ tautologica ma troppo debito diventa tale quando il mercato (o le banche nel caso di un imprenditore) pensano che il debito sia troppo.
Cosa vuol dire tutto cio’? Semplicemente che il debito si basa sulla fiducia di chi presta i denari di vedersi restituire puntualmente gli interessi e restituito il capitale alla scadenza.
Quando tale fiducia comincia ad incrinarsi il mercato chiede rendimenti piu’ elevati, che si traduce in una diminuzione dei prezzi delle obbligazioni. Spesso il ragionamento dei privati e’ stato quello di ignorare il prezzo di un titolo d stato dopo averlo comprato (“perche’ tanto lo tengo fino a scadenza”); in effetti se un investitore detiene il titolo fino alla scadenza puo’ ignorare le variazioni di prezzo e realizzare il rendimento implicito nel prezzo di acquisto (tranne nel caso estremo di un default che comporta una modifica dei termini contrattuali: scadenza e livello delle cedole).
Esistono pero’ una moltitudine di operatori che non ragiona in tal modo bensi’ con valutazioni mark to market (cioe’ ai prezzi correnti), basti pensare ai vari fondi obbligazionari.
Tali operatori agiscono ne piu’ ne meno che come chi investe in azioni e cerca di sfruttare i movimenti di prezzo a proprio vantaggio, e siccome una delle regole principi e’ “cut your losses” (taglia le perdite) ecco che una riduzione dei prezzi quanto piu’ e’ sostanziosa e tanto piu’ porta ad una reazione a catena.
Ricordo che trovate le basi dei bond qui:
Obbligazioni: Rendimento & Duration
Obbligazioni: la Curva dei Rendimenti
Quanto debito
Il mercato italiano e’ il terzo mercato mondiale del debito pubblico “grazie” al livello elevato dei disavanzi accumulati negli anni 70 e soprattutto 80, certo ad un livello ben inferiore a Giappone e Stati Uniti, ma molto elevato se consideriamo la diversa grandezze delle economie.
Il livello elevato del nostro debito pone un problema ad eventuali interventi della BCE a sostegno anche solo delle aste, basti guardare il seguente grafico che mostra quanti bond scadono entro 12 mesi nei paesi interessati dalla crisi:
Le dimensioni del nostro debito fanno si che un avvitamento del mercato non avrebbe conseguenze solo domestiche ma si trasmetterebbe velocemente al resto dell’Europa e probabilmente sull’economia globale.
Quello che segue e’ l’esposizione delle banche (in valore assoluto, non relativo, altrimenti l’Irlanda sarebbe fuori scala e comunque in questo caso conta l’ammontare)
Le cause
Su cosa abbia scatenato l’attacco all’Italia si possono solo fare congetture, tra le varie ipotesi si e’ detto:
- una manovra finanziari di ammontare inferiore alle attese e spostata sul 2013/14
- la legge salva Fininvest che ha minato (ulteriormente, direi) la credibilita’ del governo
- il fatto che i CDS sono soggetti a regolamenti stretti per definire un default mentre l’allargamento dello spread si puo’ monetizzare subito (e i BTP sono facili da shortare perche abbiamo un mercato grande ed efficiente).
In pratica l’Italia viene usata come lo strumento migliore per scommettere contro l’euro.
Qualcuno fa anche risalire i primi attacchi con la nomina di Mario Draghi a capo della BCE (dalla fine di Ottobre).
Questo potrebbe anche essere, ma piu’ che teorie complottiste io ci vedo una finestra di opportunita’ che si e’ aperta agli speculatori: Draghi sara’ presidente da ottobre e con un capo della BCE italiano ogni attacco al nostro paese sarebbe stato piu’ difficile, quindi cosa chiedere di meglio che approfittare di un periodo di interregno?
Infine non dimentichiamo che la BCE ha iniziato ad alzare i tassi, e questo ha degli effetti, che sono diversi sui diversi paesi dell’eurozona (come si diceva a Marzo Taglia Unica)
Gli effetti
Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti: aumento dei rendimenti dei titoli di stato e crollo delle valutazioni azionarie (con i finanziari in primis)
Nel grafico il rendimento del 10 anni lunedi 11; si e’ trattato del piu’ grosso calo dal 1994.
Come accade in questi casi si cerca un colpevole nella speculazione e si cercano contromisure: domenica 10 la Consob ha introdotto norme per limitare le vendite allo scoperto, l’effetto si puo’ vedere nel grafico qui sotto.
Le soluzioni
Piu’ che proporre soluzioni mi limitero’ a citare qualche opinione.
Abbiamo gia visto che la misura del nostro debito e’ tale non rendere plausibile un intervento a sostegno della BCE; o meglio, tali interventi ci saranno e ci sono stati, pero’ non puo’ essere una soluzione strutturale per i motivi visti sopra.
Un approccio radicale e’ quello suggerito da Soros e di ridisegnare la struttura dell’euro per arrivare ad un integrazione fiscale, cosi’ da arrivare ad avere un singolo emittente di bond europei. Per quanto affascinante tale ipotesi possa essere c’e’ il piccolo problema che un unione fiscale comporta anche un unione politica e un trsferimento delle sovranita’ nazionali non pare sull’agenda di nessuno, anche se ci si potrebbe arrivare per via indiretta. Ci sono infatti proposte per modificare ed estendere le funzioni dell’EFSF (il fondo di stabilita’).
Ovviamente la soluzione strutturale sarebbe quella di riconquistare la fiducia dei mercati con un sentiero di risanamento credibile, che e’ facile da scrivere ma quasi impossibile da realizzare.
Da uno studio di Barclays (tra l’altro una delle banche piu’ esposte sull’Italia) riporto un grafico interessante sulla dinamica del debito italiano, dove lo scenario in grigio partiva dallo spread col bund di meta giugno, quindi prima che si allargasse da poco sotto il 2% al 3% corrente...

Comunque il punto critico sembra essere la bassa crescita strutturale dell’Italia; con un economia che non cresce non c’e’ via d’uscita (come ci insegna il Giappone...).
Vi racconto una storia.
Martedì mattina (7 settembre) stavo facendo quella che probabilmente è stata la mia ultima importante riunione di lavoro presso la società che ancora oggi mi fa da sostituto di imposta. Purtroppo la crisi immobiliare ha picchiato duro, i conduttori pagano a fatica e non è semplice ne rapido liquidare immobili. Per farla breve, siamo in una fase di pre liquidazione, i soci intendono vendere e liquidare in tutto o in parte le loro quote. Francamente non mi sento di biasimarli e tutto sommato ho ricevuto un trattamento più che dignitoso. Non vi preoccupate per me, ho messo da parte qualcosa nella corso della mia vita (indovinate cosa?) e ho improvvisamente scoperto di avere ancora un minimo di appeal sia come libero professionista sia per chi cerca nuove teste persino per lo sgangherato mondo della finanza. Come si dice, molto spesso le disgrazie arrivano per aprire la strada a nuove opportunità.
Ma non è di questo che vi volevo raccontare.
Finita la riunione di lavoro mi sono ritrovato con una decina di messaggi sul telefonino e su skype, era il mio amico Leonardo Facco del Movimento Libertario, mi cercava per dirmi che la redazione di Matrix (Canale 5) voleva invitarmi come blogger per registrare una puntata. Pare che i responsabili del programma avessero letto il noto articolo “Evadere le tasse è la legittima Difesa” sul sito del M.L. (Leo me lo ha aggregato, chissà come mai… icon cool LEvento! (Quando Evadere le Tasse per Legittima Difesa diventa Mainstream) ). Sembra sia piaciuto anche a loro, dopotutto.
Non ho fatto nemmeno in tempo a leggere sms, skype e mail che mi arriva una chiamata dalla segretaria di ufficio. Una delle redattrici di Matrix mi ha googlato ed è riuscita a scovare il mio numero di ufficio, la nostra efficientissima segretaria ovviamente, mi ha subito passato il numero per richiamare (poi mi ha chiesto:” Dottor Rebuffo, ma Lei ha un blog?…”. “sì”, gli ho risposto, “niente di importante”). Dopo 3 sec ero in linea con la redazione di Matrix a prendere accordi per registrare la puntata che salvo imprevisti andrà in onda Mercoledì 14 Settembre alle 23.30 su Canale 5.
Il tema saranno le Tasse in italia, io andrò li, in televisione, e cercherò di fare il mio meglio per spiegare la mia, anzi, la nostra posizione sulla questione. So di partire in svantaggio, non è possibile cancellare in un amen decenni di propaganda di stato fatta apposta per giustificare la mostruosa spesa pubblica che ci soffoca. Pazienza, tanti nemici tanto onore.
Ora sto facendo i miei compiti a casa, da buon blogger, studio e mi documento sulla questione. Non è un caso se ultimamente ho scritto molto di tasse, pressione fiscale e spesa pubblica. E’ il mio modo di condividere con voi nuove conoscenze, opinioni e rabbia. Si, anche la rabbia di sapere con certezza che non ci può essere un futuro, nessun futuro, con questi livelli di spesa pubblica.
Ad ogni modo, se volete solo un piccolo antipasto di quello che proverò a dire, rileggete:
Evadere le Tasse è la Legittima Difesa e…..non sarò così morbido come in quell’articolo.
Devo confessarvi che ci sono alcune cose che potrebbero non andare per il verso giusto. La prima è che io sia stato invitato per fare da sparring partner davanti ad un fuoco di fila di statalisti pro tasse, tassette e patrimoniali. La seconda è che, accese le luci, mi si formi un edema temporaneo alla gola (sono curioso di vedere come reagirò davanti alle telecamere). La terza è che, ove riuscissi a spiegarmi per bene, data la durezza dei concetti che intendo trasmettere essi vengano tolti o tagliati dalla trasmissione (andrà in differita).
Stiamo a vedere cosa succede, intanto il biglietto aereo A/R per Roma (gli studi sono li) e il pernottamento in albergo mi è arrivato (tutto a gratis.. sapete noi Genovesi siamo sensibili per certe cose) .
Direi…Un passo alla volta. Vi terrò informati degli sviluppi aggiornando questo articolo.
(Paolo Rebuffo, alias Funnyking)
http://www.rischiocalcolato.it/2011...ma-difesa.html
(AGI) Roma - dall'introduzione dell'euro, in dieci anni, i prezzi medi dei beni di largo consumo sono aumentati del 53,7% e il potere d'acquisto delle famiglie e' sceso del 39,7%. Alla vigilia del decimo anniversario dell'euro, nel nostro paese (la moneta unica entro' a tutti gli effetti in vigore l'1.1.2002), le associazioni dei consumatori aderenti a Casper hanno fatto i conti sui rincari che si sono registrati negli ultimi 10 anni .
[img]http://www.finanzaelambrusco.it/wp-content/themes/thejournal/thumb.php?src=wp-content/uploads/2011/09/RIC-1-150x150.jpg&w=135&h=90&zc=1&q=90[/img]
Ho scritto varie volte che la ragione per cui questo Paese non si salverà non è nei numeri ma nelle persone.
E occorre dire che il materiale umano del futuro, ossia i giovani, è stato culturalmente devastato al punto tale da non offrire prospettive confortanti.
Illuminante a tal proposito è quello che riportava giorni fa il Corriere, che illustrava un’ indagine svolta tra decine di migliaia di studenti in procinto di sostenere i test d’ingresso delle università.
Alla domanda «secondo te è più importante studiare o trovare una raccomandazione?», il 12% risponde studiare e l’86% trovare una raccomandazione. Quando si scende nel particolare e si chiede qual è la raccomandazione più forte, il 35% sostiene «la relazione sessuale». Nel complesso il 57% delle ragazze e il 39% dei ragazzi si dichiara disposto ad accettare una “scorciatoia sessuale”.
Se pensate che sia sconcertante che un giovane su due sia disposto a concedersi per entrare in un’università, vi dirò che non è questo a stupirmi. Il dato sconcertante è che siano disposti a farlo per passare un test che essenzialmente è poco più di un filtro per sondare il ritardo mentale. L’università italiana, come tutta la scuola, ormai è appiattita sullo standard di giovani che mancano delle normali funzioni logico-matematiche e di quelle verbali.
I test delle università italiane sono ridicoli se paragonati agli admission test internazionali usati nei migliori atenei americani, inglesi o canadesi oppure nelle business school di tutto il mondo. Test come GRE, Gmat e affini sono almeno trenta volte più difficili di quello che viene propinato nei nostri scarsissimi atenei, dove un branco di somari pensa pure di vendersi il fondoschiena per passarli. Nel frattempo migliaia di studenti in tutto il mondo (Cina, Brasile, Taiwan, Korea) sostengono test da cinque ore in una lingua che non è la loro (l’inglese) e rientrano nei percentili più elevati (parametrati su scala mondiale), riuscendo ad entrare a Stanford, Harvard, Oxford e via dicendo. Lo studente universitario medio italiano non riuscirebbe a completare un terzo di questi test.
Mentre nel mondo i giovani si sfidano spostando sempre più in alto l’asticella dell’eccellenza, in Italia ci si prostituisce per stare al pari con la mediocrità.
Insomma, il futuro è nel fondoschiena.
http://www.finanzaelambrusco.it/?p=3013
«Nei pressi del noto Liceo Tacito di Roma si trova la “grattachecca di Sora Maria”, molto nota tra i giovani romani. Sapresti indicare quali sono i gusti tipici serviti? Menta, limone, amarena, cioccolato…»
E’ questa una delle domande di “cultura generale” alla quale sono stati invitati a rispondere migliaia di giovani aspiranti all’iscrizione al corso di laurea in “professioni sanitarie” dell’Università La Sapienza di Roma.
L’episodio ha, giustamente, dato vita a vivaci proteste e ad altrettanto comprensibili contestazioni circa la legittimità, sotto un profilo giuridico, della scelta dell’università, con conseguenti minacce – che ci si augura abbiano seguito – di ricorsi ai giudici amministrativi, volti all’annullamento del test.
Difficile dubitare dell’illegittimità di un concorso nell’ambito del quale si chiede ad aspiranti professionisti della sanità, provenienti da tutta Italia (per non dire Europa), tra le domande di cultura generale, quali siano i gusti tipici di una bevanda dissetante con la quale i soli giovani romani amano concludere le loro serate d’estate.
A prescindere dal fatto che la grattachecca ha davvero poco a che vedere con la “cultura generale” è, infatti, piuttosto evidente che l’ambito decisamente locale di diffusione della bevanda in questione (un pugno di chioschi nel centro di Roma) favorisce i candidati romani su tutti gli altri, distorcendo, evidentemente, i risultati della prova.
Risibile la giustificazione di Luigi Frati, rettore della Sapienza, secondo il quale per rispondere alla domanda sarebbe stato sufficiente «saper ragionare e non conoscere i gusti della grattachecca». Che c’entra la logica con il gusto? Se c’è qualcosa di irrazionale e illogico sono proprio i gusti.
Il punto, tuttavia, è un altro ed è ben più serio delle sorti del concorso in questione, il cui annullamento pure ne imporrebbe la ripetizione con l’ovvia conseguenza di determinare nuovi e ulteriori costi, tanto per l’università quanto per le migliaia di giovani che si vedrebbero costretti a tornare a Roma, sobbarcandosi le connesse spese di viaggio, vitto e alloggio.
La ragione per la quale, credo, l’episodio è grave, anzi, gravissimo e non può essere lasciato passare nel silenzio, né trattato in chiave ironica, riguarda piuttosto lo scarso rispetto dell’università verso i giovani aspiranti studenti che esso rivela.
L’altro giorno a Roma c’erano migliaia di giovani che, tra ansie e paure, avevano scelto di giocare una partita importante per il loro futuro, di provare a studiare per tentare, poi, in un Paese che sta facendo di tutto per togliere loro ogni speranza sull’avvenire, di lavorare. Interrogare questi giovani sui gusti della grattachecca ha significato offenderli, schernirli e dar loro un segnale in più – ammesso che ce ne fosse bisogno – di quanto poco le nostre istituzioni accademiche (e non solo quelle accademiche) prendono sul serio la formazione e il futuro dei nostri giovani.
Offendere quei giovani, chiamandoli a rispondere sulla grattachecca della sora Maria mentre erano li, in tensione, a sperare di avere sufficiente cultura da essere in grado di passare il test e conquistarsi il diritto allo studio, ha significato offendere il nostro futuro. Un Paese che non ha rispetto del futuro è, però, inesorabilmente, condannato a impantanarsi sempre di più nello stato di crisi, non solo economica ma prima ancora sociale, politica e dei costumi, nella quale siamo ormai precipitati.
La cifra della vergogna sta nelle parole del rettore dell’Università, Luigi Frati che anziché scusarsi con tutti – e innanzitutto con i partecipanti al concorso – ha avvertito l’esigenza di difendere una scelta folle, umiliante e offensiva come quella di chiedere se nelle notti dell’estate di Roma, la grattachecca che disseta i giovani romani è alla menta o al cioccolato.
La vergogna e, forse, la rabbia sono gli unici sentimenti con i quali dovremmo sforzarci di ricordare l’accaduto e frattanto, a tutela del nostro futuro, e quindi del nostro Paese, dovremmo pretendere tutti, a gran voce, che chi ha inserito quella domanda nel questionario del concorso o non ha vigilato perché ciò non accadesse, venga rimosso immediatamente dal suo posto e invitato a partecipare a un nuovo concorso per sperare di trovare un lavoro, con la segreta – anche se forse poco nobile e meno ancora cristiana – speranza che, in quella sede, qualcuno, suo simile, per valutare le sue attitudini a dirigere un’istituzione accademica, gli chieda quale formaggio si usa per preparare la fonduta piemontese.
Da Paese del bunga bunga a Paese della grattachecca è davvero troppo.
Parola di un docente a contratto (“aggratis” perché non ci sono fondi per pagarci) dell’Università La Sapienza di Roma.
fonte ilfattoquotidiano
RISPECCHIA PERFETTAMENTE IL NOSTRO ESSERE ITALIANI,nel nostro piccolo(perchè nn abbiamo posizioni di potere),nn ti sembra che anche il piccolo lavoratore,cerchi raccomandazioni x entrare a lavorare in un certo posto?
quanti ne vedi che nn ricorrono ad amici nelle forze dell'ordine,per nn pagare una multa?
chi è che nn fà il nero?mi riferisco all'operaio che fà un'ora extra,oppure al datore di lavoro,che qualcosa nn fattura,o si accorda con società di calcio del proprio paese,gli fattura dei soldi,che poi recupera in maggior parte........
quante volte nel posto di lavoro,oltre a esserci i lecchini,nn ci si fà comprare x 40€ in più al mese,accettando di tutto..............ma la lista di domande sarebbe lunga
ognuno pensa x se e BASTA...................è sopravvivenza in questo caos di regole che valgono solo per gli altri.
L'Italia è cosììììììììììììììììììììììììììììììììììììììì
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