Obbligazioni
Scritto da vulcan900
Approfondimenti - Strumenti Finanziari - Obbligazioni
Comincio oggi questa avventura con TNS. L’idea e’ quella di fornire un punto di partenza a tutti quelli che si avvicinano agli strumenti finanziari e un occasione di approfondimento per chi gia’ li usa; spesso leggendo i forum ho avuto l’impressione di gente anche preparata dal punto di vista delle tecniche di investimento ma con qualche lacuna o semplicemente curiosita’ su altri aspetti del mondo finanziario.
Definizione
Bond
Con il termine Bond ci si riferisce in genere alle obbligazioni con durata (all’emissione) superiore ad un anno; per quelle piu’ brevi, ad esempio i BOT gli anglofoni parlano di bill.
Wikipedia definisce le obbligazioni come: “un titolo di debito emesso da società o enti pubblici che attribuisce al suo possessore il diritto al rimborso del capitale prestato all'emittente più un interesse su tale somma.”
In pratica chi di voi ha sottoscritto un mutuo si trova nella stessa condizione di chi emette un’obbligazione: la banca ha un titolo di credito nei vostri confronti che le da diritto alla restituzione del capitale e al pagamento di un interesse.
Cominciamo col chiarire la differenza tra interesse pagato e rendimento: l’interesse pagato (o rendimento cedolare) e determinato dalla cedola e dal valore nominale del bond: ad esempio un BTP cedola 2% paghera‘ un interesse del 2% all’anno (con due cedole semestrali dell’1%) il suo rendimento sara’ invece funzione della cedola, del prezzo pagato e del tempo a scadenza e potra’ essere superiore o inferiore a 2%.
I diversi tipi di Bond
Tasso Fisso, Variabile etc.
I bond si differenziano per molti aspetti, uno dei principali e’ la differenza tra tasso fisso e variabile.
I titoli a tasso fisso (in Italia i BTP, in Germania i Bund, in Francia gli OAT e cosi’ via) si chiamano cosi perche’ hanno una cedola fissa (cio’ che diventa variabile e’ il prezzo... ma lo vedremo dopo) per tutta la durata dell’obbligazione.
I titoli a tasso variabile (in Italia i CCT, all’estero non si usano; tranne nelle obbligazioni societarie) hanno per converso una cedola che cambia nel tempo e un prezzo che dovrebbe rimanere nell’intorno di 100 (ma poi vedremo perche’ non e’ sempre cosi) .
Ci sono poi i titoli cosiddetti Zero Coupon (i BOT, i CTZ, alcune BEI etc.) che non pagano interessi, o, per rendere l’idea, e’ come se fosse venduto a 100 e pagasse in anticipo tutti gli interessi; la differenza tra 100 e gli “interessi pagati in anticipo” determina il prezzo di emissione.
Recentemente sono stati introdotti i TIPs (in Italia i BTPi e in genere i titoli con la i aggiunta). Questi sono prodotti che proteggono dall’inflazione ed hanno un meccanismo particolare che affronteremo in un paragrafo dedicato.
Infine esiste l’universo delle obbligazioni strutturate in cui ogni titolo fa storia a se; il fattore in comune e’ quello di avere una componente tipicamente obbligazionaria ed una componente opzionale. Cosa significa cio? Significa che quando comprate un obbligazione strutturata (ma anche molte Unit Linked e simili) non state solo prestando soldi ma state anche vendendo una o piu’ opzioni e se non sapete quanto ve le pagano o non ne potete determinare la congruita’ probabilmente state svendendo...
Cosa scegliere
BTP o CTZ, BTPi?
Ovviamente la scelta “giusta” per definizione non esiste ma dipende dalla necessita’ che l’investimento va a coprire.
Il tasso fisso garantisce un flusso cedolare costante nel tempo e quindi diventa appetibile per chi si aspetta che l'inflazione sia destinata a scendere, mentre i CCT offrono cedole che si adeguano all’andamento dei tassi a breve, quindi sono indicati per chi si aspetta un rialzo dei tassi.
Poiche’ i tassi a breve salgono se sale l’inflazione i CCT erano anche lo strumento preferito di chi temeva ondate inflazionistiche. Dico erano perche’ ormai ci sono i TIPs (o i BTPi) che nascono come strumenti per proteggere l‘investitore dall’inflazione.
Il punto debole dei CCT e’ che in un ambito di inflazione crescente le cedole si adeguano ma il capitale che ci verra’ rimborsato a scadenza saranno i 100 che abbiamo versato alla sottoscrizione ma che non avranno lo stesso potere di acquisto di quanto li abbiamo affidati all’emittente.
I TIPs invece pagano un rendimento definito “reale” perche’ al netto dell’inflazione, inferiore alle cedole dei CCT ma con un capitale che si rivaluta nel tempo; il modo migliore per capirlo e’ con un esempio: nella tabella qui sotto sono riportati i flussi di cassa di un BTP a 5 anni, cedola 2.5% emesso a 100 e di un TIP emesso a 100 con rendimento 1% (ipotizziamo un’inflazione costante del 2% per i prossimi 5 anni a solo titolo di esempio); la cedola in Euro e’ data dalla cedola % moltiplicata per il capitale.
Alcuni concetti base
Rendimento (Yield)
Il valore chiave quando si acquista un bond e’ il rendimento che questo offre; il rendimento e’ disponibile sulle pagine finanziarie dei quotidiani finanziari e di alcune piattaforme di trading; ma puo’ essere facilmente calcolato con un foglio elettronico.
Il rendimento di un bond arriva da 2 componenti: la cedola e il differenziale tra prezzo di acquisto e prezzo di rimborso.
Il prezzo di uno zero coupon e’ espresso da questa formula, che vale sia per i BOT che per i titoli con scadenze trentennali:
P = M / (1+r)n
dove
P e’ il prezzo
M e’ il valore di rimborso (Maturity value)
r e’ il tasso di rendimento
n e’ il numero di anni a scadenza
il rendimento sara’ :
r = [(M / P)^(1/n)]-1
Per i titoli con cedola la formula e’ piu’ complessa perche’ deve considerare anche i flussi cedolari e Y ha la stessa funzione di r
l’aspetto importante da ricordare e’ che prezzo e rendimento sono due facce della stessa medaglia e si muovono in senso inverso: quando salgono i rendimenti scendono i prezzi.
La domanda che viene spontanea a questo punto e’: ma cosa determina i prezzi? e quindi come si puo’ guadagnare dai bond?
Per rispondere a queste domande e’ necessario introdurre alcuni concetti:
la durata finanziaria di un bond (duration)
la curva dei rendimenti (yield curve)
il differenziale di rischio (risk spread)
e l’importanza di un portafoglio diversificato
pero’ per avere queste risposte bisognera’ aspettare il prossimo post
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